Anno 1937. VITA MORTE E MIRACOLI DI BUFFALO BILL PARMENSE. Corriere Emiliano-Gazzetta di Parma 10 Marzo By Luca Cinti. 2^ Puntata

La vicenda che sta destando tanta sorpresa e che ancora lascia increduli i soliti informatissimi, è avviata su buona strada. Essa sarà portata a fine e farà luce completa su uno dei più famosi avventurieri che ha interessato gente di ogni ceto in tutto il mondo. Le prime notizie da noi date sul ritorno alla ribalta della famosa eredità di Buffalo Bill non poterono per ovvie ragioni di serietà e di tempo essere recise e precise. Ricerche effettuate e informazioni assunte ci permettono di poter affermare oggi che Buffalo Bill, l’avventuriero del far West, il capo della famosa compagnia di Rongh Riders e di guerrieri indiani, che strabiliò con le sue rappresentazioni il pubblico di tutti i continenti, che fu a Roma, a Parma (vedi servizio nei prossimi giorni n.d.r.) e in tante altre città, era italiano, era Tambini Giovanni di Antonio e di Toscani Domenica, nato a Compiano il 25 febbraio 1837. Come mai tutto questo? E il Colonnello Americano William Cody chi era? Non è mai esistito? Rispondo con ogni necessaria ponderazione a queste domande risalendo la trama che, come una storiella, passa di bocca in bocca soddisfacendo in pieno coloro i quali, amanti della superficie, non si curano di scendere nel fondo. Si il Colonnello Cody è esistito. Poichè non è senza rischi negare quanto affermato ormai nelle migliori enciclopedia del mondo circa la fama e la grandezza dal Col. Cody nella veste di Buffalo Bill e non potendo d’altro canto negare gli ineccepibili dati di fatto che sto rilevando, si afferma che il Colonnello William Cody, il vero primo Buffalo Bill, ebbe ad adottare, per volere sopratutto della moglie di lui, un giovane, tale Tambini Giovanni, il quale accompagnato in America da fratello maggiore Domenico, insieme con l’altro fratello Giuseppe, rimase solo e smarrito dopo la morte di Giuseppe il quale perì travolto da un carro. Si vuole che quello che perì sotto il carro fosse Giovanni e non Giuseppe. Anche se ciò risponde a verità i termini della questione, per quanto riguarda l’italianità dell’uomo d’eccezione vendicato come l’orgoglio degli Stati Uniti non cambiano. Tutto al più la cosa potrebbe influire nella determinazione e nella assegnazione della vistosa eredità in questione. Il Tambini adottato avrebbe col tempo e dopo la morte di William Cody, assunto il nome del suo benefattore e quale titolare del grande circo equestre-carovana, fatto il giro del mondo ed acquistata la fama e notorietà oggi conosciuta. Ma di grazia, chi è allora il il Buffalo Bill della storia, dei romanzi, delle folle? Qual’è l’eroe: l’adottante e l’adottato? E’ necessariamente quest’ultimo, quegli che nel 1903 lasciò sotto il guanciale del suo letto di morte uno scritto su cui si chiariva di non essere Buffalo Bill, o meglio il Col. William Cody, ma di essere Tambini Giovanni e di avere i suoi parenti in Italia. E’ chiaro che ciò, mentre non nega l’esistenza del Col. americano, chiarisce e rivendica la grandezza del Tambini il quale sente la necessità di rivelarsi lui Buffalo Bill, quegli che aveva assunto il nome scelto dal suo adottante e che aveva acquistato tanta rinomanza nel mondo.

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