I CASTELLI DELLA VAL CENO. IL CASTELLO DI GREZZO O PIETRACERVARA O PANCERVERIA (Bardi)

IL CASTELLO DI GREZZO O PIETRACERVARA O PANCERVERIA (Bardi)

By Giuseppe Beppe Conti FB

Grezzo o Pietracervara o Pancerveria (Bardi).

Di questa località si ha notizia in un documento del 5 ottobre 1022 e di altri succesivi; ma notizie sicure sul castello si hanno solo nel 1335. Infatti esso risulta essere fra quei fortilizi posseduti dai Granelli-Lusardi rimasti fedeli ai Visconti nella lotta contro la Chiesa. In seguito passò sotto il dominio dei Landi. All’inizio del secolo XX Granello di Casaleto affermava di scorgere ancora le enormi fondamenta.

Testimonianze indirette della rocca di Pietracervara sono fornite dalle biografia della Devota Margherita Carlotti degli Antoniazzi. Dopo un lungo ed estenuante colloquio che Margherita sostenne con il principe Agostino Landi, signore durante il XVI secolo di queste terre, questi, sia per la grande stima che per lei nutriva, sia per i fatti prodigiosi che correvano sul suo conto, le elargì grano e denaro. Inoltre, non limitandosi a questo, le fece dono del portale tolto dalle macerie della rocca di Pietracervara, da poco abbattuta, perchè lo utilizzasse per l’erigenda chiesa.

Castello scomparso di difficile localizzazione.

BARDI anno 1994. FESTA ALPINA. Bardi e territorio anni ’80/’90: “La nostra storia, la nostra gente – memorie bardigiane in analogico”.

Bardi, un paese di alpini coraggiosi e di provetti ballerini. La serata alpina, più comunemente conosciuta come la festa degli Alpini, è il momento in cui queste due anime della popolazione bardigiana si ritrovano nella pista da ballo e nelle commemorazioni ufficiali. Nell’edizione del 1994, oltre alla cena in piazza e alla musica dell’orchestra Luca Canali, il Gruppo Alpini di Bardi conferisce la medaglia d’oro al Cav. Romeo Monti per la dedizione e l’impegno dedicato alle attività dell’associazione. (R.L.)

I BORGHI PIU’ BELLI DELL’EMILIA ROMAGNA PER LA PRESTIGIOSA RIVISTA VANITY FAIR. APRILE 2017. BARDI AL 7° POSTO

Come li abbiamo scelti: È difficile (o più propriamente impossibile) selezionare i «borghi più belli». Data la grande ricchezza italiana ogni scelta diventa inevitabilmente soggettiva e parziale. Per tentare però di dare una «mappa ragionata», abbiamo cercato di considerare vari aspetti: in primo luogo, la ricchezza artistica e architettonica del borgo, con un occhio di riguardo verso quelle realtà che l’amministrazione pubblica ha cercato di preservare. Abbiamo privilegiato nella scelta i borghi incontaminati da evidenti brutture architettoniche. Altri criteri non meno importanti nel guidare la scelta la bellezza della natura circostante, la posizione scenografica del borgo e l’aver mantenuto un’atmosfera autentica e viva, al di là di quegli artefatti a uso e consumo dei turisti. Tutto questo basta? No. Perché spesso ciò che fa la differenza è la magia che si respira in un luogo, frutto di quell’inspiegabile alchimia di colori, luci, suoni e suggestioni. Da qui nascono i ricordi e soprattutto quella nostalgia che, vestendo luoghi e tempi nel cuore, li rende davvero unici. Percepire quella magia, sta a ognuno di noi.

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