ANNO 1923. CINGHIALI IN APPENNINO? SOLO FANTASIE!!. Gazzetta di Parma 18 settembre.

UN CINGHIALE NEL NOSTRO APPENNINO? GAZZETTA DI PARMA 18 SETTEMBRE 1923

Da diverso tempo – e già altri giornali raccontano la voce – si  dice che un cinghiale abbia per sua dimora il monte Santa Cristina (m. 963 s.l.m.) che sovrasta imponente e magnifico, verde di faggi e castagni, la borgata di Pellegrino Parmense.  Quel cinghiale è in po’ come l’araba Fenice: “che ci sia ognun lo dice, dove sia nessun lo sa”. Ogni tanto qualche colono si lamenta che la belva, gli ha, di notte, guastato un campo di melica. Uno racconta di averne viste le orme sulla terra umida attorno a una sorgente. Un altro porta addirittura in basso, quale trofeo, un pugno di setole raccolte accanto ad un albero al quale il preteso cinghiale si sarebbe appoggiato….E così ogni giorno c’è qualcuno che crede di portare qualche indizio sicuro dell’esistenza della belva. Ma questa non si fa vedere. E dire che sul monte S. Cristina – dalla cui cima si gode un magnifico impagabile panorama di tutto l’Appennino parmense e piacentino e sulla pianura emiliana e lombarda – vanno frequenti le comitive di villeggianti e frequentissimi i cacciatori specie in questa stagione propizia alla caccia. Il cinghiale del S. Cristina è il cinghiale fantasma. Nato forse dalla fantasia impressionabile di qualche contadino, è cresciuto, divenuto adulto…..rimanendo sempre invisibile a dispetto di tutti. E la leggenda – si può chiamarla ormai così –  del cinghiale, rimane una non disprezzabile variante nella vita di questa splendida vallata circondata dai monti, meta preferita di quanti non disdegnano le bellezze che l’Appennino ci offre a due passi da casa e non seguono la moda anche nella scelta della villeggiatura.
Gioli Luigi, Capalbio: partenza per la caccia al cinghiale