ANNO 1923. CINGHIALI IN APPENNINO? SOLO FANTASIE!!. Gazzetta di Parma 18 settembre.

UN CINGHIALE NEL NOSTRO APPENNINO? GAZZETTA DI PARMA 18 SETTEMBRE 1923

Da diverso tempo – e già altri giornali raccontano la voce – si  dice che un cinghiale abbia per sua dimora il monte Santa Cristina (m. 963 s.l.m.) che sovrasta imponente e magnifico, verde di faggi e castagni, la borgata di Pellegrino Parmense.  Quel cinghiale è in po’ come l’araba Fenice: “che ci sia ognun lo dice, dove sia nessun lo sa”. Ogni tanto qualche colono si lamenta che la belva, gli ha, di notte, guastato un campo di melica. Uno racconta di averne viste le orme sulla terra umida attorno a una sorgente. Un altro porta addirittura in basso, quale trofeo, un pugno di setole raccolte accanto ad un albero al quale il preteso cinghiale si sarebbe appoggiato….E così ogni giorno c’è qualcuno che crede di portare qualche indizio sicuro dell’esistenza della belva. Ma questa non si fa vedere. E dire che sul monte S. Cristina – dalla cui cima si gode un magnifico impagabile panorama di tutto l’Appennino parmense e piacentino e sulla pianura emiliana e lombarda – vanno frequenti le comitive di villeggianti e frequentissimi i cacciatori specie in questa stagione propizia alla caccia. Il cinghiale del S. Cristina è il cinghiale fantasma. Nato forse dalla fantasia impressionabile di qualche contadino, è cresciuto, divenuto adulto…..rimanendo sempre invisibile a dispetto di tutti. E la leggenda – si può chiamarla ormai così –  del cinghiale, rimane una non disprezzabile variante nella vita di questa splendida vallata circondata dai monti, meta preferita di quanti non disdegnano le bellezze che l’Appennino ci offre a due passi da casa e non seguono la moda anche nella scelta della villeggiatura.
Gioli Luigi, Capalbio: partenza per la caccia al cinghiale

Anno 1617 – Animali e “Belve Feroci” nelle Alte Valli dello Stato Landi. La caccia all’orso 400 anni fa. Francesco Piccinelli

Di Francesco Piccinelli abbiamo già presentato il testo che qui viene citato. “Micheli G. – Le valli di Taro e Ceno nella descrizione del Piccinelli …” : http://www.valcenostoria.it/2019/11/27/valcenolibri-micheli-g-le-valli-del-taro-e-del-ceno-nella-descrizione-del-piccinelli-1617/

In questo post ci soffermiamo sugli “Animali Selvatici” nello Stato del Principe Landi” nel XVII secolo.

(N.d.R. Alcuni esperti che hanno approfondito lo scritto di Francesco Piccinelli suppongono che lo scrittore in specifico abbia voluto esaltare quanto di particolare era presente sulle nostre Alte Valli, senza fare un preciso resoconto sulla situazione della fauna. In quest’ottica si potrebbe capire la mancanza della segnalazione del lupo. Se erano presenti linci ed orsi (quindi foreste indisturbate e ricche di prede), difficile pensare che non fosse presente anche questo animale. (G.S.). Comunque….buona lettura. By G.B.C.

Valtaro. Zona di Santa Maria del Taro (Tornolo). “…..Gli animali selvatici vi sono pure numerosi: lepri, daini, capre selvatiche, linci ed anche orsi. Ad assalire l’orso quando

esce dalla sua tana colla testa alta e cogli artigli ritti, vanno degli uomini armati di tutto punto con lance, scuri e verrette, dando prova di molto coraggio nel pericolo…Essendovi inoltre abbondanza di pesci e di volatili, non manca l’amena ed utile distrazione dell’uccellagione e della pesca.

Valceno. Zona Bardi. “……Abbondano le lepri, le linci, gli orsi, vicino ai monti; non mancano le peschiere; vi nascono grossi astori, falconi, sparvieri meravigliosi…………Il Principe vi introdusse un’ottima qualità  di cavalli per la continuazione della razza……”

Verrétta s. f. [der. del lat. veru «spiedo»]. – Arma medievale, specie di dardo, generalmente con cuspide conica, che veniva lanciato sia a mano sia con la balestra.

Caccia: in Emilia-Romagna al via il 20 settembre. Da ieri aperta quella al cinghiale per ridurre i danni all’agricoltura. By Gazzetta di Parma ONLINE 05.05.2020

Via libera al calendario venatorio per la stagione 2020-2021 valido in tutta l’Emilia-Romagna che da ieri, 4 maggio, ha aperto la caccia di selezione al cinghiale, l’unica forma di caccia attualmente consentita, per prevenire e ridurre i danni alle produzioni agricole. Approfondisci l’articolo:

https://www.gazzettadiparma.it/italiamondo/non-solo-parma/emilia/2020/05/05/news/caccia_in_emilia-romagna_al_via_il_20_settembre-3320351/