ANNO 1682 – LA CESSIONE DELLO STATO LANDI AI FARNESE NELL’ARTE. (rc)

Il successore della principessa Maria Polissena Landi, morta nell’anno 1679, fu il figlio Andrea III Doria Landi che vendette, nel 1682, lo Stato Landi ai Farnese . Il territorio seguirà il destino del ducato di Parma e Piacenza, caratterizzato da una decadenza artistica e sociale. Nella foto del quadro presente a Palazzo Farnese di Piacenza, il Duca Ranuccio II Farnese riceve le chiavi delle fortezze di Bardi e Compiano. Opera del pittore: Ilario Spolverini, presumibilmente 1682.

Musei Civici di Palazzo Farnese
Piazza Cittadella, 29. Piacenza (PC) . Spolverini Pier Ilario 1657/ 1734 dipinto- tela/ pittura a olio -cm. 107 (la) 123 (a) –
Nella tela è raffigurato un sovrano, armato e con indosso un mantello rosso, affiancato da cortigiani. Il sovrano riceve su di un vassoio due chiavi da un personaggio, mentre un altro gli indica una vicina fortezza. Sullo sfondo a destra si nota una seconda fortezza.
La tela faceva parte delle raccolte Farnesiane portate a Napoli nel 1736. Il quadro è ricordato in diversi cataloghi col titolo “Consegna delle chiavi di una città ad un principe Farnese”.

TESORI NASCOSTI IN VALCENO. Bardi – Chiesa parrocchiale Beata Maria Vergine Addolorata – Busto della Vergine, di Francesco Nuvolone detto il Panfilo (XVII sec). (r)

Carlo Francesco Nuvolone (Milano/Cremona ?, 1609 – Milano, 1662) è stato un pittore italiano. Esponente, come il fratello minore Giuseppe Nuvolone (1619–1703), della scuola lombarda del XVII secolo, Carlo Francesco frequentò l’Accademia Ambrosiana dove fu allievo del padre Panfilo Nuvolone (1581–1651) e di Giovanni Battista Crespi detto il Cerano (1557–1632).

CARLO FRANCESCO NUVOLONE:

https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Francesco_Nuvolone

https://web.archive.org/web/20170208040100/http://www.treccani.it/enciclopedia/carlo-francesco-nuvolone_(Dizionario-Biografico)/

IL TONDO DEL BOTTICELLI. Dalla Fortezza di Bardi al Museo Civico di Piacenza. VALCENOLIBRI

Curatore: D. GasparottoA. Gigli Editore: 24 Ore Cultura Anno edizione: 2006 Pagine: 157 p., ill. , Brossura

Piacenza custodisce nel suo Museo Civico, ignorata da molti, da oltre un secolo e mezzo, una preziosa opera di Sandro Botticelli. Si tratta d’un superbo tondo, raffigurante una Madonna che, inginocchiata, adora il Bambino alla presenza del piccolo San Giovanni Battista, entro un magnifico roseto fiorito e contro un fondo di paesaggio che si perde in liquide e svaporanti lontananze. L’opera è documentata per la prima volta con sicurezza in un inventario, datato 1642, relativo ai beni di Federico II Landi, custoditi presso il Castello di Bardi sull’Appennino parmense: “un’ancona tonda con cornice grande a festoni dorata con Nostra Signora e Bambino”. Non ne abbiamo più notizia fino al 1860, quando il castello passò al Demanio del Regno d’Italia: il tondo venne allora riscoperto ed assegnato alla città. Misteriose rimangono la committenza e la destinazione originaria dell’opera, e numerose sono state le ipotesi circa la cronologia del dipinto avanzate dagli studiosi. Ora, il restauro condotto nel 2004, accompagnato da una serie di sofisticate indagini diagnostiche, ci fornisce nuovi, preziosi elementi di conoscenza “materiale” del dipinto, come notizie sui restauri precedenti, sul sistema di costruzione della preziosa cornice intagliata e dorata, sulle tecniche esecutive e sulla natura dei pigmenti.

IL TONDO DEL BOTTICELLI CONSERVATO AL MUSEO DI PIACENZA

IMMAGINI DELLA FORTEZZA DI BARDI NEL XIX SECOLO. 5 – CASTELLI DELLA VALCENO.

Paesaggio di Bardi

Museo Glauco Lombardi di Parma. Sul verso della tavola è incollato un piccolo foglio riportante ad inchiostro la dicitura: “Dono al conte di Bardi – Joan. Batt. Watteau”. Se tale dedica fosse, come pare, autentica, si potrebbe datare con certezza l’opera al terzo quarto dell’Ottocento: il titolo di conte di Bardi era stato infatti assegnato dal duca Carlo III di Borbone al suo quarto ed ultimo figlio, Enrico (1851-1905), che come tutta la famiglia ducale fu costretto ad abbandonare gli stati parmensi nel 1859.