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Alla luce a Bardi un manoscritto che parla di un tesoro nel castello. 2^ Parte (r)

MISTERI SCONOSCIUTI NELLA FORTEZZA DI BARDI: Alla luce a Bardi un manoscritto che parla di un tesoro nel castello. 2^ Parte. By Valceno. Gazzettino Bardigiano mensile n. 61/1968

vi soffia un venticello fresco, che sbatte i resti delle finestre. C’è effettivamente aria di mistero: una specie di lamento proviene da un cunicolo laterale (ma è il vento) e un grosso topo attraversa lentamente. Si scorge benissimo il forno, ancora in buone condizioni, che doveva servire certamente per cuocere il pane al feudatario e, negli ultimi tempi del ducato di Parma, per i soldati di guarnigione.. Abbiamo misurato i tre piedi accennati dal Tornabuoni “almeno tre passi verso la finestra, con spalle al forno” come precisa una postilla del documento. A battere il tacco si sente qualcosa di strano; qui dovrebbe essere il tesoro! Intanto si sa che malgrado l’applicazione, di un grosso lucchetto alla porta d’ingresso dei locali sotterranei del castello, qualcuno è riuscito a penetrare nell’interno. Infatti i vetri di una finestra sono infranti e sul pavimento sono visibili deboli assaggi. Una donna, che abita nei pressi del maniero, ci ha detto che una notte ha scorto la fioca luce di un lume nella stanza del tesoro. Di certo si sa che la passata Amministrazione comunale, molto probabilmente al corrente di ciò, aveva tentato il ricupero ma poi aveva abbandonato l’impresa, ( lo scavo è stato fatto più lontano dal punto indicato dal Tornabuoni). L’attuale amministrazione ha preso in considerazione il documento e vedrà se è il caso di scavare per entrare in possesso della ricchezza sepolta. Si teme, tuttavia, che vi siano dei coraggiosi che, nottetempo, attraverso una lunga scala penetrino nei locale delle armi e riescano a impadronirsi del “malloppo” » (forse monete d’oro e gioielli). In paese non si fa che parlare del tesoro del castello ma quasi con aria di cospirazione. Quando ci siamo avvicinati ad un gruppo di persone che parlavano del locale sotterraneo, queste hanno cambiato discorso Un certo Rossi. abitante in paese, ha avanzato pretese sul tesoro: afferma che una sua antenata si chiamava Romilda Rossi e che quindi ha diritto a una metà delle ricchezze sepolte. Si profila quindi una specie di « caccia al tesoro” in grande stile. Ci sarà effettivamente il bauletto di ferro arrugginito? C è documento che parla. Chissa!

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