PRESAGI, DISGRAZIE PAURE E “MISTERI” NELL’APPENNINO PARMENSE. – BERCETO NEL XVI SECOLO. IL DIARIO (1544 – 1557), DI DON GIORGIO FRANCHI. By Giuseppe Beppe Conti. 2^ Parte – Fine

Leggendo la cronaca un altro forte timore della popolazione era quella di incontrare i lupi; infatti si ha l’impressione che essi costituissero un serio pericolo per coloro che risiedevano in casolari lontani o si recavano ai monti indifesi. Le notizie che arrivarono a Berceto spaventano certamente gli abitanti:“……..In detto mese (febbraio 1547), un lupo prese una bambina a Ronco Longo e pur con la forza del padre e di due servitori, del Capitano della Piazza di Parma che si trovavano li, fecero fatica a strappargliela viva; gli fecero tre ferite”.Il giorno primo di maggio (1547) un

lupo andò a Piantonia e nonostante la forza di quegli uomini strappò un bambino da sopra una scala e gli levò la camicia senza romperla per niente, poi dilaniò detto bambino tanto che gli poterono prendere solamente le braccia”. Sempre il primo maggio 1547 “….venne un certo Lario Saccò da Piantonia il quale disse come cosa certa che il 27 di aprile un lupo aveva dilaniato un giovane di 18 anni e un bambino di nove anni li a Piantonia, e un altro bambino a Piazza sopra Sivizzano.” Sembrava proprio che i lupi, soprattutto nella zona tra Terenzo, Bardone, Sivizzano e Piantonia avessero campo libero con la possibiltà di assaltare chi volevano e quando volevano. Ma tre mesi dopo il lupo di Sivizzano viene ucciso. “ Il giorno 14 del predetto, (giugno 1547), il lupo assalì una giovane a Sivizzano, la quale andava a portare il desinare a un suo fratello e avendo un segureto in mano si difese fino a che le venne soccorso; fu suonata la campana da tutti i circostanti paesi tanto che il lupo si immacchiò; fu visto da un archibugiere che lo colpì in un orecchio e gli spezzò quasi tutta la testa, poi gli andò addosso con la cassa dell’archibugio e lo finì di ammazzare, poi portò la testa a Parma e gli fu data una mancia di 10 scudi e tutti i comuni circostanti gli donarono uno scudo ciascuno.”

BIBLIOGRAFIA:

  • Franchi G. – Poveri homini. Cronaca parmense del XVI secolo. 1543/1557. Presentazione di Luigi Malerba. Testo originale e traduzione a cura di Giuseppe Bertozzi. Studio introduttivo di Franco Grisenti. – Roma – Cooperativa scrittori – 1976.
  • Franchi G. – Nove. Diario di un paese dell’Appennino (1544/1557). Edizione a cura di Giovanni Petrolini – Parma – La Pilotta – 1980.
  • Micheli G. – Cronache montanare. Il diarium de Bercetum di don Gioirgio Franchi – Parma – Zerbini – 1905.

Giuseppe Beppe Conti

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