Auguri di Buona Pasqua da Londra a tutti gli Emiliano Romagnoli nel mondo. By Romano Viazzani Ensamble

Premesso che ho profonde radici in Emilia Romagna, sono molto contento che tanti Emiliano-Romagnoli residenti in varie parti del mondo, seguano la musica del Romano Viazzani Ensemble su internet. Quindi vorrei porgere, di cuore, i nostri piú cari auguri di una buona Pasqua a tutti Voi, cari corregionali, alle Associazioni che, con onore vi rappresentano e a tutti i membri della Consulta degli Emiliano Romagnoli nel Mondo, con questo nostro video intitolato “Terminal Tango”. Il tema trattato è quello del viaggio.

Rivediamoli. L’archeologo Angelo Ghiretti racconta le importanti scoperte avvenute in località Sella del Valoria. VALCENOPERSONAGGI

L’archeologo Angelo Ghiretti racconta le importanti scoperte avvenute in località Sella del Valoria, tra Berceto e Pontremoli, a circa due chilometri dal passo della Cisa. Gli scavi archeologici hanno portato in luce un’area sacra, con oltre 300 monete di età romana, offerte di mercanti e viaggiatori che percorrevano l’itinerario. Una ricerca che ha permesso di scrivere un nuovo capitolo del della storia del territorio e della città di Parma, proprio in occasione dei 2.200 anni della fondazione della colonia romana.

Un grande musicista bardigiano. Da Londra Romano Viazzani Ensemble. Tango Italiano – Covid 19 Lockdown video – per gli amici italiani!!

From the UK to Italy in lockdown. The Romano Viazzani Ensemble made a video of a track from their album London Tango during the Covid 19 lockdown to send to their friends and colleagues in Italy, also under their own “quarantena” lockdown, in friendship and solidarity. The words of the verse are especially relevant as they talk of living alone and walking alone in the city.

Bardi, Castelnuovo Fogliani di Alseno e Podenzano. 3 chiese sorelle nella diocesi di Piacenza progettate dall’Architetto Camillo Uccelli

UCCELLI CAMILLO
Parma 15 novembre 1874-1942
Diplomato appena ventenne all’Istituto di Belle Arti di Parma (fu allievo di Edoardo Collamarini), formò la sua cultura collegandosi ai presupposti del movimento romantico e fece la sua scelta stilistica orientandosi chiaramente verso il Neogotico. costruttivo, non distratto nè influenzato dalle altre correnti stilistiche del tempo. La

fortuna professionale dell’Uccelli iniziò con un’opera lungamente attesa: l’edificazione della chiesa di San Leonardo (1928-1931). L’area per l’edificio era ai margini settentrionali della città di Parma, dove prima sorgeva una chiesa costruita dai monaci di San Martino dei Bocci. Mentre a Parma il Liberty aveva ormai esaurito tutto il suo repertorio espressivo e alcuni architetti proponevano le prime soluzioni razionali, l’Uccelli gettò le fondamenta del costruendo edificio. Mentre l’Uccelli stava ancora costruendo la chiesa, profondendovi tutte le sue energie, la curia parmense, soddisfatta dell’opera, gli affidò un nuovo impegnativo compito: il progetto del Seminario Vescovile Minore. Con la realizzazione di quest’opera il nome dell’Uccelli varcò i confini della provincia, tanto che fu chiamato a costruire la chiesa di Castelnuovo Fogliani (1931-1933), in provincia di Piacenza, dovuta alla munificenza del pontefice Pio XI e del cardinale Nasalli Rocca. Quasi contemporaneamente l’Uccelli realizzò la chiesa parrocchiale di Bardi (1932), una costruzione di impianto romanico a tre navate, i cui portali in pietra bianca contrastano con la calda tonalità dei mattoni faccia a vista che formano la compatta tessitura della facciata. Pochi anni dopo sorse, di fronte al Seminario Minore, quasi a confrontarsi con esso, la solida villa Grassi (1935-1936). Nel 1934 progettò la chiesa di san Germano d’Auxerre a Castelnuovo Fogliani, comune di Alseno PC
FONTI E BIBL.: G.Capelli, Architetti del primo Novecento, 1975, 93-96; G.Capelli, in Gazzetta di Parma 28 maggio 1989, 3; Gli anni del Liberty

FRANK BERNI – Storia di un successo. By Famiglia Bardigiana. VALCENOPERSONAGGI

http://www.famigliabardigiana.org/berni.html

Frank: da Bardi al Regno Unito.La storia di Francesco (Frank) Berni è quella di un ragazzo di Bardi che, spedito a vendere gelati col carrettino nei paesini del Galles, e’ poi diventato il maggiore ristoratore del Regno Unito, proprietario di una catena di quasi 300 steak houses. All’apice della fortuna Frank ha ceduto la Berni Inns ad una multinazionale britannica, con fatturati attorno al miliardo di sterline e si e’ ritirato nella sua residenza degna di un Pari nell’isola di Jersey.

Correva il 1922 e Francesco, classe 1903, era un giovane di belle speranze, irrequieto e sensibile alle idee del nuovo regime che si stava instaurando in Italia. Lui e la sua famiglia erano in quel periodo a Piacenza e non avevano problemi economici, poiché il padre manteneva la numerosa famiglia – moglie e cinque figli – con i proventi del confectionery shop che gestiva in Ebbw Vale (foto sotto). Ma la madre, preoccupata per la irrequietezza del giovane Francesco, lo spedì in tutta fretta dal padre, che lo mise al carretto dei gelati. Ma a Frank il Galles andava stretto. Così decise, d’accordo con il padre, di aprire un piccolo ristorante con la sorella Domenichina a Exeter in Inghilterra. Lì non solo imparò il mestiere, ma cominciò ad applicare le sue idee geniali, che avrebbero fatto poi la fortuna dei Berni Inns. Ad esempio, avvia una politica ante litteram di comakership con i propri fornitori di carne, facendosi preparare le bistecche già ridotte in porzioni numerate e pronte all’uso. La stessa cosa viene fatta con patate, burro e altre materie prime: ottiene così un controllo molto efficace delle spese. E’ l’inizio del successo: apre un secondo ristorante a Bristol e un altro a Plymouth. Purtroppo però, le bombe della seconda guerra mondiale gli risparmiano solo il ristorante di Bristol (foto sotto).Frank però non si scoraggia: chiama il fratello Aldo e riparte da capo. Ottiene la licenza per alcoolici e superalcoolici, fatto insolito per l’Inghilterra di quei tempi e nel 1943, a seguito di un viaggio negli USA, si convince dell’ opportunità di passare al menù a prezzo fisso. Nasce così la steak house che si diffonde per tutta l’Inghilterra: all’apice se ne conteranno ben 283. Un quarto di pollo, bistecca o scampi, patate fritte, dolce e birra: questo e’ il menù che la neonata azienda Berni Inns impose. Inoltre inventò gli happy hours: perché non offrire agli inglesi, notoriamente ottimi bevitori, un angolino del locale dove trincare serenamente e a prezzi modici? Ma non è tutto: per attirare i clienti nelle sue steak houses, Frank si inventò il double bar cioè due whisky al prezzo di uno ( o due sherry, due gin, ecc.). Ed ecco sorgere all’interno dello stesso locale fino a quattro o cinque bar, da quello più intimo per le coppiette, a quello più spartano per gli operai, senza dimenticare quello con il tappeto in terra per il lunch degli impiegati.

https://www.telegraph.co.uk/news/obituaries/1347993/Frank-Berni.html