CORONAVIRUS COVID-19. SITUAZIONE PROVINCIALE, REGIONALE E NAZIONALE A LUNEDI’ 30.11.2020. By Dipartimento Protezione Civile. EMILIA ROMAGNA IN ZONA ARANCIONE. (Scheda allegata)

I MORTI UFFICIALI IN ITALIA DA INIZIO PANDEMIA ALLA DATA ODIERNA SONO: 55.576 – OGGI SI REGISTRANO 672 DECESSI.

Due decessi e 140 nuovi contagi a Parma. 15 i pazienti in terapia intensiva. Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 123.073 casi di positività, 2.041 in più rispetto a ieri, su un totale di 10.992 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti è del 18,5%. La situazione dei contagi nelle province vede Modena con 471 nuovi casi; a seguire Bologna (393), Rimini (262), Reggio Emilia (222). Poi Ravenna (182), Parma (140), Ferrara (95), Piacenza (57). Quindi Imola (118), Forlì (54) e Cesena (47). Purtroppo, si registrano 39 nuovi decessi: 6 in provincia di Piacenza (3 donne – di 42, 72, 92 anni – e 3 uomini, di 68, 75 e 82 anni); 2 in quella di Parma (un uomo di 86 e una donna di 88 anni); 7 in quella di Reggio Emilia (2 donne, rispettivamente di 66 e 90 anni, e 5 uomini: 2 di 71 anni, gli altri di 84, 86, 88 anni); 7 in quella di Modena (2 donne, rispettivamente di 86 e 90 anni, e 5 uomini: di 66, 81, 88 anni e 2 di 86 anni), 3 in quella di Bologna (tutti residenti nell’imolese: una donna di 94 anni e 2 uomini di 59 e 87 anni); 4 nel ferrarese (tutte donne: 81, 93 e 2 di 88 anni); 3 in provincia di Forlì-Cesena (una donna di 88 anni e 2 uomini, rispettivamente di 86 e 96 anni); 6 nel riminese (4 donne – rispettivamente di 90, 91, 92 e 94 anni –  e 2 uomini, di 86 e 93 anni). Nessun decesso nel ravennate. Si è registrato, inoltre, a Ferrara il decesso di una persona non residente in Emilia-Romagna: si tratta di un 70enne di Occhiobello (Rovigo). Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 14 a Piacenza (+1 rispetto a ieri), 15 a Parma (+2), 34 a Reggio Emilia (invariato), 59 a Modena (-1), 56 a Bologna (invariato), 4 a Imola (invariato), 20 a Ferrara (+1),16 a Ravenna (+1), 6 a Forlì (invariato), 3 a Cesena (+1) e 22 a Rimini (-1).Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite,sono 497 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 45.586.

Da lontano con amore. La scrittrice di origini bardigiane Silvia Bello Molteni. 1^ Parte. Vita personale e letteraria.

Virgole” di vita personale e letteraria

Sono figlia di emigranti italiani (mamma Lina Tragni di Bardi e papà, Salvatore Bello, calabrese) nata e cresciuta in Svizzera. Vivo vicino a Lugano con la mia famiglia: mio marito, Tiziano Molteni, e i miei figli adottivi di origine marocchina, Francesco e Paolo, entrambi di 24 anni. Scrivo da diversi anni, ma in maniera più assidua dal 2012, dopo la morte di mia mamma. Non scrivo per mangiare, ma per “digerire” la vita che mi viene incontro disordinatamente. Partecipo a concorsi letterari dal 2013, in Svizzera e in Italia. Alcuni racconti premiati sono stati pubblicati nelle antologie dei concorsi. Nel 2016 ho pubblicato il mio primo libro “Di verso ostile”, Salvioni Editore (raccolta di racconti) al quale è seguito nel 2020 il mio primo romanzo “Non sei solo” sempre con Salvioni Editore.

Il mio rapporto con Bardi

Bardi è il paese d’origine di mia mamma, Lina Tragni (1935 – 2012) e di mia zia Tina Tragni (1932-1998). Da bambina e da ragazza, ho passato buona parte delle mie vacanze a Bardi, nella casa dei miei nonni: Angiolina Cironiti (1900-1989) e Alfredo Tragni (1896-1978), vicino al Groppo, in Via Predella, al pianterreno della stessa casa della Trattoria Trieste di Costante. Il mio rapporto con la nonna era molto stretto, lei era il mio libro di storia vivente: mi raccontava la vita a Bardi durante il tempo delle due guerre. Dopo la morte del nonno passava gli inverni in Svizzera dalle due figlie: da mia zia Tina nella Svizzera tedesca e da noi a Lugano. In estate restava a Bardi e a turno andavamo a trovarla. Non voleva il telefono in casa (“roba troppo moderna”, diceva) quindi, per sentirla, dovevamo chiamare i signori Gianlupi, amici della nonna, che molto gentilmente le permettevano di ricevere le nostre telefonate. La morte di mia mamma nel 2012 è stata per me un grande ferita ma, come ogni ferita, ha aperto qualcosa: ho cominciato a scrivere. I miei primi scritti parlano di lei, ma soprattutto della nonna e della vita a Bardi che nei miei racconti ho spesso chiamato Castelgroppo. Racconti di Bardi sono stati premiati in diversi concorsi letterari, fra questi:

  • Streghe a Castelgroppo
  • Con le radici nel baule
  • Soltanto due dita

All’interno della mia prima raccolta di racconti “ Di verso ostile”, presentata in occasione della Festa dell’emigrante, i tre racconti centrali sono ambientati a Bardi (Castelgroppo). A Bardi ho tanti ricordi, ma purtroppo pochi parenti (fam. Cironiti e fam. Pavarani). Quando ci torno rivedo spesso Maria Cironiti, molto vicina a mia nonna come anche i suoi figli, e il caro amico di famiglia Bruno Losa. Incontro altri conoscenti che con poche parole ricordano spesso la mamma, la zia, i nonni e il passato con loro. Sono parole che scaldano il cuore; sapere che a Bardi ci sono persone che non hanno dimenticato i miei cari mi commuove sempre.

2 LINK DELLA PRIMA RACCOLTA DI RACCONTI “DI VERSO OSTILE”. 3 DI QUESTI SONO AMBIENTATI A BARDI (CASTELGROPPO):

https://www.libroco.it/ricerca-libri.php?tipo_sezione=tutte&tipo_search=tutto&search=silvia+bello+molteni

https://www.ibs.it/di-verso-ostile-libro-silvia-bello-molteni/e/9788879673198

I MULINI DELLA VAL CENO – LE SCHEDE – IL CENSIMENTO BENI STORICI DEL C.A.I. PARMA. VARANO DE MELEGARI

Pagine tratte da: Aqua masnada. Mulini e mugnai dell’Appennino Reggiano e Parmense. – DE LUCIS, Flavia – MORSELLI, Alberto – RUBIN, Lorenza: Reggio Emilia, CPCA (Consorzio fra Produttori e Cooperative Agricole), 1989

Importante volume ampiamente documentato: a una prima parte dedicata al mulino e al mugnaio, elementi fondamentali nella società rurale, segue un repertorio dei mulini divisi per vallate. La ricerca si è avvalsa di fonti archivistiche, librarie, orali e ricognizioni sul campo.

CORONAVIRUS COVID-19. SITUAZIONE PROVINCIALE, REGIONALE E NAZIONALE A DOMENICA 29.11.2020. By Dipartimento Protezione Civile. EMILIA ROMAGNA IN ZONA ARANCIONE. (Scheda allegata).

I MORTI UFFICIALI IN ITALIA DA INIZIO PANDEMIA ALLA DATA ODIERNA SONO: 54.904 – OGGI SI REGISTRANO 541 DECESSI.
Tre morti a Parma, 16 nuovi contagi. 13 i pazienti in terapia intensiva. Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 121.032 casi di positività, 1.850 in più rispetto a ieri, su un totale di 13.434 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 13,8%. La situazione dei contagi nelle province vede in testa Modena con 404 nuovi casi, poi Bologna (308), ReggioEmilia (227), Ravenna (202), Rimini (183). Parma (160), Piacenza (123), Ferrara (88). Poi Cesena (58), Imola (57) e Forlì (40). I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 70.229 (+448 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 67.316 (+453), il 95,9% del totale dei casi attivi. Purtroppo, si registrano 30 nuovi decessi: 10 in provincia di Modena (7 donne  rispettivamente di 99, 96, due di 92 anni, 87, 78 e 69 e 3 uomini di 91, 82  e 77 anni); 6 in quella di Piacenza (4 donne rispettivamente di 86 anni, due di 81 e una 71 anni e 2 uomini di 81 e 59 anni), 6 in quella di Reggio Emilia (4 donne di 96, 86, 74 e 54 anni e 2 uomini di 82 e 77 anni), 3 in quella di Parma  (2 donne di 88 e 70 anni  e un uomo di 94 anni), 2 a Imola (Bo) (un uomo di 96 e una donna di 91 anni) e uno in quella di Ferrara (uomo di 87 anni) e, infine, a Ravenna (una donna di 79 anni). Un’altra donna di 81 anni deceduta era residente fuori dal territorio regionale. Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 13 a Piacenza (+1 rispetto a ieri), 13 a Parma (-2), 34 a Reggio Emilia (invariato), 60 a Modena (+1), 56 a Bologna (-1), 4 a Imola (-1), 19 a Ferrara (+1),15 a Ravenna (-1), 6 a Forlì (+2), 2 a Cesena (invariato) e 23 a Rimini (invariato). Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 1.372 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 45.089.

Una favola dell’amica Patrizia Manni, figlia dell’Appennino Abruzzese ma molto…vicina. “La leggenda segreta dell’uccello lira’”

Oggi una mia favola per i vostri bambini:”La leggenda segreta dell’uccello lirA” pubblicata sull’Antologia SPECIALE INFANZIA 2020 Concorso Internazionale di Scrittura per l’Infanzia
Quella mattina era serena, il cielo era di un azzurro intenso. Si sentiva un suono come una campanella, lontano, aveva una cadenza disordinata, come due, tre tocchi insieme ed uno dopo parecchio, per poi ricominciare; sembrava avvicinarsi dal prato sottostante la collina. Me ne stavo tranquillo, iniziavo a scaldarmi ad un raggio di sole, dopo il freddo della notte ed ero sereno, felice. All’improvviso dalla strada sentii delle voci, due bambini che conoscevo bene, si stavano avvicinando. Il prato era pieno di margherite bianche, piccole, tutte trapuntate di giallo al centro, come tanti minuscoli soli, disseminati sul manto verde e fresco. Sapevo che da lì a poco quei miei amici avrebbero giocato con me e la cosa mi faceva star bene.
Vittorio era biondino e aveva le lentiggini sul viso di una carnagione chiarissima, era un bambino un po’ timido a cui però piaceva giocare in compagnia, sempre, aveva una enorme curiosità e una fantasia spiccatissima, vicino a lui c’era una bambina, Patrizia, quando erano insieme, quei due, ne combinavano sempre di belle. Facevano giochi che inventavano loro, di sana pianta, che mi divertivano tanto.
Patrizia era vivace, estroversa e riusciva sempre a trovare giochi nuovi in cui coinvolgere me e Vittorio, per questo l’aspettavo quando c’era il sole, perché sapevo che sarebbero venuti all’appuntamento. Quel giorno la bambina saltava di gioia:
– “Vieni Vi’, vedrai che questo è il posto giusto per il gioco che ho inventato stanotte”.
Iniziarono a girarmi intorno e a guardarmi .
– “E’ piccolo”, disse Vittorio.
– “ No, va benissimo” disse la bambina.
Li sentivo muoversi, non vedevo bene cosa stessero facendo dentro di me ma dal loro dialogo seppi tutto. Erano entrati dal grande buco che avevo alla base del tronco e stavano mettendo tanti piccoli libri dentro alla stanza.
Mentre Vittorio li sistemava, Patrizia metteva una lucina di quelle fredde, al led, per non farmi bruciare. Avevano ricavato una stanza per leggere libri di segreti dentro di me, ogni giorno li leggevano o se li raccontavano e io li ascoltavo con interesse ed entusiasmo. Un giorno sentii che avevano studiato un segreto: scoprire dove fosse l’uccello lira, che cantava e suonava agitando le piume bellissime.
La leggenda diceva che era una creatura magica: aveva tante piume blu e verdi, morbide e lucide e quando si muoveva aprendole a ruota, una musica meravigliosa diventava così forte che nascevano piante e fiori e si cullavano al vento cantando con l’uccello.
Avevano deciso di trovarlo e portarlo da me per aiutarmi e così una mattina, li vidi arrivare con il bellissimo animale che, guardandomi disse:
“Amico albero, tu soffri per questa ferita dentro di te, sono venuto ad aiutarti”
… Iniziò a danzare intorno a me, la musica che udivo era bellissima, l’erba crebbe alta e sentii muoversi dentro di me la vita, ad un certo punto capii che l’edera mi aveva riempito la pancia vuota ed era uscita, abbracciandomi coi suoi rami, circondandomi in maniera calda e delicata. Intorno tanti fiori coprirono le rocce, e dai miei rami uscirono tanti boccioli, sentivo in me la linfa scorrere come a Primavera, mi sentii rinnovato, con tanta forza, e ricominciai a sognare…
I miei amici, felici, iniziarono a ballare in girotondo intorno a me, l’uccello era volato sul mio ramo più alto che, mentre aveva aperto come un ventaglio le penne a forma di lira bellissima, iniziò a sbocciargli con mille fiori tutti intorno, a formare una casetta rivestita di morbido rosa che lo avrebbe riparato per sempre.
Questa storia ti dice che anche se un amico non cammina, gli altri possono aiutarlo, e lui avrà modo di dire grazie a suo modo, non sappiamo quando e come ma prima o poi avverrà, perché l’amicizia è amore e esiste su un prato, correndo, o sul ramo di un grande albero, fiorisce e se sai ascoltarla ha la musica che conta, ha i fiori più belli, di cui potrai aver cura , sempre. (patrizia manni).