Anno 1973. Bardi. Molte armi pronte per l’uso nascoste sui monti


lacrimogene. I carabinieri di Parma avevano avviato le indagini fin dai primi di settembre in seguito a una segnalazione: dopo laboriosissime ricerche, in una grotta con apertura artificiale mimetizzata da arbusti, in località Monte Pizzo d’Oca, in Comune di Bardi, sono state ritrovate le armi, fra cui un fucile mitragliatore Bren, uno Sten, moschetti, fucili, rivoltelle, una mina a strappo del tipo usato dagli israeliani in Medio Oriente, cinquanta metri di miccia, due chili di tritolo. Il tutto era contenuto in sacchi di plastica molto resistenti e di tipo non comune. Il posto dove era sistemato l’arsenale non è facilmente raggiungibile: per accedervi occorre circa un’ora su una strada sconnessa che corre fra dirupi profondi trenta metri. Secondo un primo accertamento, le armi erano state lubrificate di recente: a questo proposito va rilevato che fra il materiale trovato dai carabinieri c’è anche tutto l’occorrente per procedere alla lubrificazione delle armi stesse. Gli inquirenti non escludono che nel Parmense e nelle province confinanti esistano altri depositi, cosi come non si esclude che il materiale sia stato deposto di recente nella grotta in attesa di un’altra sistemazione. I carabinieri mantengono il più assoluto riserbo sui particolari dell’operazione e sugli eventuali responsabili, dei quali, per ora, non si conosce la posizione politica.