Città d’Umbrìa, tra i magnifici faggi del Monte Barigazzo: un viaggio nella storia del territorio

Città d’Umbrìa, tra i magnifici faggi del Monte Barigazzo: un viaggio nella storia del territorio. Di Marco Sidoli

Si è svolta sabato 5 settembre la visita guidata a Città d’Umbrìa, a Tosca di Varsi, un appuntamento dedicato alla scoperta della storia, dell’archeologia e del patrimonio del territorio della Val Ceno. Immersa tra i magnifici faggi del Monte Barigazzo, Città d’Umbrìa rappresenta una testimonianza di grande interesse per comprendere la storia antica di queste montagne. Un luogo nel quale natura, archeologia e memoria si incontrano e che, ancora oggi, conserva tracce preziose del passato.Numerosi partecipanti hanno preso parte all’escursione, dimostrando quanto sia vivo l’interesse verso i luoghi e le testimonianze che raccontano le nostre origini.A guidare la visita è stato il Dott. Angelo Ghiretti, archeologo e Presidente della Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi, protagonista di un intervento di grande interesse e valore divulgativo. Con competenza e passione ha accompagnato i presenti alla scoperta del sito, illustrandone gli aspetti storici e archeologici e ripercorrendo la lunga storia delle ricerche condotte in quest’area.

La vicenda archeologica di Città d’Umbrìa affonda le proprie radici nel XIX secolo. Già nel 1861 furono condotti gli scavi di Wolf, tra i primi interventi sul sito, aprendo la strada a una stagione di studi e ricerche che avrebbe contribuito a portare all’attenzione degli studiosi le importanti testimonianze presenti sul Monte Barigazzo. A questa prima fase si collegano anche gli interventi e gli studi del parmense Luigi Pigorini, una delle figure più importanti dell’archeologia italiana dell’Ottocento. Il suo interesse per il patrimonio archeologico dell’area parmense e appenninica contribuì a dare ulteriore impulso alla conoscenza di queste antiche testimonianze.

Nel corso della visita, il Dott. Ghiretti ha saputo restituire ai partecipanti il significato di queste ricerche, facendo comprendere come Città d’Umbrìa non sia soltanto un luogo immerso in uno straordinario ambiente naturale, ma un vero e proprio libro di storia a cielo aperto. L’iniziativa, patrocinata dal Centro Studi Valceno e dal Comune di Varsi, ha rappresentato un importante momento di incontro tra ricerca, cultura e territorio. La partecipazione e l’interesse suscitati dalla visita hanno confermato quanto sia importante creare occasioni capaci di avvicinare la comunità al proprio patrimonio storico e archeologico, favorendone la conoscenza e rafforzandone la consapevolezza del valore.

In questo contesto si inserisce anche la presenza della Sovrintendente della provincia di Parma, Cecilia Moine, che ha voluto partecipare all’iniziativa, condividendone il significato e l’attenzione rivolta alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio archeologico locale. Una presenza che ha ulteriormente sottolineato l’importanza di mettere in relazione il lavoro degli studiosi, le istituzioni e le realtà del territorio, affinché luoghi come Città d’Umbrìa possano essere sempre più conosciuti e preservati. È stata una giornata di storia, cultura e natura, vissuta con entusiasmo e partecipazione, ma soprattutto un’occasione per riportare Città d’Umbrìa al centro dell’attenzione e per ribadire il valore che questo sito riveste per Tosca, per Varsi e per l’intera Val Ceno. Città d’Umbrìa, ancora una volta, ha avuto modo di raccontare la propria storia. Una storia che nasce lontano nel tempo, attraversa gli scavi di Wolf del 1861 e gli studi di Pigorini e arriva fino alla ricerca archeologica contemporanea. Una storia che merita di essere conosciuta, custodita e valorizzata, perché conoscere il nostro passato significa dare valore ai luoghi che abitiamo e costruire con maggiore consapevolezza il nostro futuro.

Sidoli Marco
Vicesindaco comune di Varsi (PR)
Delega a bandi e cultura – Consigliere Direttivo Centro Studi Valceno

Visita a Città d’Umbria. Il Programma del 5 Settembre

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