IL CASTELLO DI CARPADASCO (Solignano). I CASTELLI DELLA VALCENO

IL CASTELLO DI CARPADASCO (Solignano)

By Giuseppe Beppe Conti FB

Testo tratto dal libro: “Carpadasco nella storia della Valceno” di Marisa Castelli Zanzucchi

L’endemica insicurezza che caratterizzò, insieme a nuovi gravi perturbamenti, il secolo XIII, fu all’origine del sorgere del castello e del borgo di Carpadasco,e non è improbabile che, anche per provvedere ai molti pellegrini che passavano per questo territorio diretti a Roma, il priore della Chiesa di S. Cristoforo di Caribaldasco si decise a cedere al comune di Piacenza tutto ciò che qui possedeva.

Con atto datato maggio 1219, il priore cede infatti detta DILLIAPANIS al comune di Piacenza che si obbligò ad edificare, sulla stessa, un castello. Alla stessa data, avvenne, sia la donazione al comune di Piacenza, dietro compenso di 20 soldi, delle terre che possedevano in CARIBALDASCO i fratelli Gerardo e Marabuto di Vinciliaria, sia l’investitura fatta dal podestà di Piacenza a Giovanni Cella console di Garibaldasco, di “sedimina et clausura”. Il console ricevette l’investitura a nome della Università e dei singoli che sarebbero andati ad abitare il castello e il borgo di Carpadasco.

Il castello, sorto agli inizi del ‘200, insieme ai tanti altri che il comune di Piacenza aveva costruito in Valceno per arginare la nascente potenza di Umbertino Landi, ebbe breve vita. Il 20/12/1269 milizie piacentine di Valtaro e Valceno, proveniente da Gravago, bruciarono il castello e molte case del Borgo.

Così recita la “Cronica Placentina”: “Die Jovis XX mensis Februarii milites et pedites extrinseci de Placentina qui sunt ad Gravaghum et in illis partibus cum servintibus vallis Tarii et Ceni, equitaverunt ad castrum CARPENASSI (hodie Carpadasco) quod vim coeperunt et combuxerunt, boves et bestias multas habuerunt et robas multas et homines illius loci ceperunt.

Foto 1: Disegno di Flavio Nespi

Foto 2: Disegno secentesco conservato all’Archivio di Stato

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