Un figlio di Pessola (Varsi) eroe italo americano in Normandia: la storia di Rino Pellegrini. Marco Sidoli
PESSOLA – Ci sono storie che iniziano tra i boschi del nostro Appennino e finiscono, troppo presto, tra i reticolati di una guerra mondiale. È la storia di Rino J. Pellegrini, un giovane di Pessola che ha vissuto due volte: la prima come figlio della nostra terra e la seconda come soldato di una nuova patria, gli Stati Uniti, caduto per la libertà dell’Europa.
La traversata sul “Rex” e la vita nel Bronx
Rino nasce a Pessola il 20 aprile 1921. Come molti ragazzi della Val Ceno di quegli anni, il suo destino è segnato dall’emigrazione. Nel 1937, a soli 15 anni, Rino sale a bordo del transatlantico Rex a Genova. Destinazione: New York.
Ad aspettarlo c’è il padre, Benvenuto “Benny” Pellegrini, che si era già stabilito nel quartiere italiano del Bronx, al numero 2414 di Belmont Avenue. I documenti dell’epoca ci restituiscono il ritratto di un giovane volenteroso: lavorava come operaio alla Corrado Nursery Furniture a Manhattan. Alto un metro e settanta, capelli castani e occhiali da vista, Rino era uno dei tanti “nuovi americani” che mantenevano il cuore in Italia.
Dalla fabbrica al fronte
Il richiamo della storia arriva il 15 febbraio 1942, quando Rino si presenta all’ufficio di leva di New York. Viene assegnato al 357° Reggimento Fanteria della leggendaria 90ª Divisione “Tough ‘Ombres”. Dopo un duro addestramento, nel giugno 1944, Rino attraversa l’Atlantico a ritroso, non più come emigrante ma come soldato pronto a liberare l’Europa.
L’ultima battaglia: 8 Luglio 1944
Il reggimento di Rino entra in linea subito dopo il D-Day. Si combatte metro dopo metro tra le siepi normanne (bocages). L’8 luglio 1944, durante l’offensiva per la conquista di Mont Castre, la vita di Rino si ferma a soli 23 anni. Per il suo sacrificio, gli è stata conferita la Purple Heart, la medaglia dei feriti e caduti in combattimento.
Il ritorno a “casa”: La domanda di rimpatrio del 1948
Per anni, Rino ha riposato in un cimitero militare provvisorio in Francia, nel fango della Normandia. Ma la sua famiglia non lo ha mai dimenticato. Un documento ufficiale, datato 11 giugno 1948, segna l’ultimo capitolo del suo viaggio: una “Application for Headstone or Marker” (Domanda per lapide o monumento).
Dopo la guerra, il governo americano concesse alle famiglie dei caduti una scelta straziante: lasciare i propri cari nei grandi sacrari in terra straniera o riportarli a casa. I Pellegrini scelsero Pessola. È grazie a quella domanda del 1948 che oggi la salma di Rino riposa nel cimitero del suo paese natale.
Un ponte tra l’Appennino e il Mondo
Oggi, nel cimitero di Pessola, la sua lapide ufficiale del governo USA parla chiaro: “Rino J. Pellegrini – New York – TEC5 357 INF 90 DIV”. La sua foto in divisa, con lo sguardo fiero di chi ha ancora tutta la vita davanti, veglia sul paese che lo ha visto nascere.
Rino non è solo un nome su un monumento; è il simbolo di una generazione che ha pagato il prezzo più alto, un ponte tra l’Appennino e il mondo che non dobbiamo mai smettere di onorare.
IL DOCUMENTO:
Nome completo: Rino Joseph Pellegrini
Luogo di nascita: Pessola (Varsi)
Residenza USA: 2414 Belmont Ave, Bronx, NY
Reparto: 357th Infantry Regiment, 90th Division
Data del decesso: 8 Luglio 1944 (Francia)
Rimpatrio: Salma traslata in Italia nel 1948
Sepoltura finale: Cimitero di Pessola Varsi (PR)





