Fili invisibili – il documentario sugli emiliano-romagnoli nel mondo

Il documentario, in circa 50 minuti, racconta come è cambiata l’emigrazione dalla nostra regione e di come la Consulta si sia fatta interprete di questa trasformazione. In “Fili invisibili” viaggiano parallele la storia degli ultimi cent’anni di emigrazione dall’Emilia-Romagna e quella della Consulta. C’è Antonio, da Cavignaga di Bedonia, che ha seguito la compagnia dei girovaghi in Germania nei primi del Novecento. E c’è anche Giulia, da Forlì, che nel Duemila ha lavorato in Italia, Francia, Spagna, Regno Unito. A dar loro voce, Naima Scognamiglio, conduttrice del programma radiofonico Expat, in uno scenario onirico che scandisce il tempo. Il documentario, realizzato dal Servizio informazione e comunicazione istituzionale dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, in collaborazione con la Consulta, è arricchito da materiali recuperati dall’archivio della Consulta, dalle interviste a ex presidenti, filmati d’epoca, testimonianze di emigrati che hanno formato le prime comunità all’estero. E poi al suo interno anche alcune storie poco conosciute come quella del naufragio dell’Arandora Star del 1940 raccontato dal presidente, Matteo Daffadà, e quella del Piccolo Museo dell’emigrante di Monghidoro con le sue lanterne, i suoi zoccoli e le sue lettere, “scoperto” dalla vicepresidente Elena Ugolini. Non mancano le testimonianze dei discendenti, i figli di seconda e terza generazione di emigrati, come Paola, che dall’Argentina è tornata a San Giovanni in Persiceto seguendo le sue origini, e come Maura e Catalina che grazie ai progetti realizzati dalla Consulta hanno potuto conoscere la terra dei loro nonni.

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