La frana del 1917 e carenza di cereali :Varsi paragonato alla Siberia. Di Marco Sidoli
INTRODUZIONE: L’articolo è uno spaccato vivido dell’Italia durante la Prima Guerra Mondiale, dove i disagi naturali si sommavano alle restrizioni belliche.L’Isolamento e l’Ironia: L’autore usa un tono pungente. Definire Varsi “divisa dal consorzio umano” e paragonarla alla “Siberia” sottolinea l’esasperazione per i 45 giorni di isolamento. L’espressione “fare il russo” rivolta al signor Betti è un riferimento al caos o all’indifferenza che l’opinione pubblica associava alla Russia di quel periodo (1917, l’anno della Rivoluzione Bolscevica).
La Lotta per il Cibo . In un’epoca di razionamento, 800 quintali rappresentavano la salvezza alimentare per la vallata. Il fatto che servisse l’intervento di un Deputato (On. Faelli) per ottenere dei vagoni ferroviari dimostra quanto fosse difficile la logistica civile. i treni erano quasi tutti requisiti per il fronte, e il trasporto di cereali per la popolazione era una concessione eccezionale “nei limiti consentiti”.
GAZZETTA DI PARMA 29 GENNAIO 1917
La frana di Varsi del 1917
Varsi, 26 gennaio 1917
”Finalmente dopo 45 giorni d’interruzione (il tempo necessario per riallacciare il più lontano paese della Siberia al più vicino capoluogo della provincia), è stato dato il passaggio provvisorio attraverso la malaugurata frana che divideva Varsi dal consorzio umano.
Ed ora l’automobile postale è riapparsa in paese, con grande soddisfazione di tutti: e, per opera dell’on. Faelli che ha sempre corrisposto con premurosa diligenza alle richieste del Comune, sono ripristinate le due corse che tanto vantaggio arrecano agli interessi commerciali di tutta la vallata.
Ed auguriamo che, finalmente, anche il signor Betti tralasci di fare… il russo: — perché se sono giusti e convenienti i riguardi verso il materiale «rotabile» della Ditta Laviosa, sono ancora più giusti i riguardi da usarsi al pubblico che paga ed ha diritto di essere servito a dovere. Come pure è tempo che, per il buon nome stesso della Ditta, il servizio proceda con regolarità, serietà e decoro.”
800 quintali di melica
Verranno a giorni importati dalla Provincia di Cremona per Varsi e diretti alla Ditta Scipione Della Chiesa. L’on. Faelli aveva sollecitato in proposito la messa a disposizione di parecchi vagoni ferroviari da parte della Direzione delle Ferrovie, la quale alla richiesta del Deputato rispondeva col seguente documento:
On. Sig. Deputato,
In relazione alle premure che la S. V. On. Mi rivolge con lettera dell’8 corrente pregiomi che sono in vigore particolari disposizioni, intese ad agevolare le spedizioni dei cereali nei maggiori limiti consentiti dalle esigenze dei trasporti militari.
Avranno quindi graduale corso anche le spedizioni di granone che il Municipio di Varsi attende da località imprecisata della provincia di Cremona.
Con osservanza. Dev.mo R. DE CORNE.
GAZZETTA DI PARMA 29 GENNAIO 1917






