TRUPPE NAPOLEONICHE AL CASTELLO DI BARDI – 2^ PARTE. VALCENOSTORIA. (r)

TRUPPE NAPOLEONICHE AL CASTELLO DI BARDI

Giuseppe Zanoli comandante del Forte di Bardi. (1805 – 1814)

(di Giuseppe Beppe Conti)

La guarnigione rimase ad Antibes con il suo comandante, fino a che gli uomini non furono messi in libertà di rientrare nelle loro case. Resta tra le carte dello Zanoli un bell’ attestato di stima, rilasciato dagli ufficiali suoi dipendenti, in cui si sottolineava la correttezza ed il valore sempre dimostrate dal loro comandante: “Noi ufficiali che componiamo il presidio di Bardi certifichiamo a tutti coloro ai quali esso apparterrà, che il sig. Cavaliere Zanoli, maggiore di fanteria, comandante del detto forte, l’aveva messo grazie agli sforzi fatti, in uno stato straordinario, facendoci lavorare costantemente anche durante i periodi più rigorosi di quest’inverno , che siamo perfettamente a conoscenza che questo bravo comandante non ha consegnato la fortezza che a lui era stata affidata se non dopo aver ricevuto espresso ordine da parte di Sua Eccellenza il Ministro della Guerra; che prima della sua resa alle truppe austriache non aveva dato ascolto a nessuna delle proposte che gli erano state fatte

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da parte del nemico; che aveva adottato tutte le misure necessarie per respingere i loro attacchi, che era fermamente risoluto ad opporre loro la più vigorosa resistenza, che per tutta la durata del blocco ha mostrato zelo e attività per la sicurezza della piazza. Certifichiamo inoltre che egli l’ha consegnato nello stato più intatto possibile e senza mai aver sfruttato gli arsenali a proprio vantaggio. Crediamo che una condotta così onorevole come quella tenuta dal cavalier Zanoli meriti di essere ricompensata da parte del nostro augusto monarca, come degna della più grande bravura militare, di una virtù a tutta prova e degna dei più grandi elogi. In fede di ciò, riteniamo unanimemente che sia nostro dovere consegnargli il presente, al fine di rendergli la giustizia che merita. Redatto ad Antibes al momento della separazione del suddetto presidio il 29 Maggio 1814.

Firmato Zabè Capitano, Genz, Massè, Duvoy Luogotenente; Renaud, Romanet Sottotenente.

Giovanni Zanoli si spense a Marsiglia il 28 ottobre 1836.

BY GIUSEPPE BEPPE CONTI.

Bibliografia;

Buratti Zanchi G. – Una Resistenza da rivendicare. I Montanari contro Napoleone – Centro Studi Val Ceno – 2002

Conti G. – Truppe Napoleoniche al castello di Bardi. Giuseppe Zanoli comandante del Forte di Bardi, in Valceno/Famiglia Bardigiana n. 85 – Marzo 2003.

Rastelli C. – Vite degli Ufficiali Valsesiani che servirono agli eserciti del Grande Iperatore Napoleone I – anno 2002

TRUPPE NAPOLEONICHE AL CASTELLO DI BARDI – 1^ PARTE. VALCENOSTORIA. (r)

VALCENOSTORIA -Les troupes de Napoléon au château de Bardi.

TRUPPE NAPOLEONICHE AL CASTELLO DI BARDI

Giuseppe Zanoli comandante del Forte di Bardi. (1805 – 1814)

(di Giuseppe Beppe Conti)

Durante la dominazione francese la Fortezza di Bardi fu presidiata regolarmente da truppe napoleoniche. Tra i comandanti ricordiamo Giuseppe Zanoli nato a Rossa (Vercelli) il 20 settembre 1763, Ufficiale del reggimento Royal-Italien, Capo Battaglione nel terzo reggimento di Fanteria Leggera. A soli 19 anni iniziò la carriere militare che si sarebbe svolta interamente nei ranghi dell’esercito francese, arruolandosi da soldato semplice il primo gennaio del 1782. Durante gli anni seguenti fu promosso di grado in grado partecipando a varie battaglie che l’Armée combattè in quegli anni su vari fronti europei. Partecipò alle operazioni che precedettero e seguirono il passaggio sul Mincio e la presa di Verona. Si distinse al comando del suo battaglione, che dipendeva dal generale Schlitz, e conquistò il villaggio di Dolfino, presso il Mincio, cacciandone gli austriaci che vi erano acquartierati, il 22 dicembre 1800. Dopo aver lasciato l’Italia seguì l’Armata del Reno combattendo sulle coste dell’Atlantico. Il 14 giugno 1804 venne insignito della Croce di Cavaliere della Legione d’Onore. Nel 1805 rientrò in Italia destinato al comando della fortezza di Bardi. La permanenza a Bardi fu di breve durata ma segnata da un’importante ribellione che vide i montanari dell’Appennino di Parma e Piacenza sfidare il potere di Napoleone; infatti il 3 gennaio 1806 le bande dei ribelli assediano addirittura il forte di Bardi; tale assedio dura sino al 7 gennaio quando da Varese giunge la truppa francese comandata dal generale Vivian e dal suo luogotenente Vernail. La repressione contro i ribelli fu durissima come è anche testimoniato nell’agile saggio che il professor Gustavo Buratti Zanchi ha pubblicato nella collana dei “Quaderni” del Centro Studi Val Ceno nell’anno 2002. Il comandante Zanoli ebbe però modo di condurre a nozze il 14 febbraio 1806, la giovanissima Joséphine Marie Herculine Maddalena Pelagatti di Parma. La sposa non aveva neppure compiuto 14 anni il giorno delle nozze. Solo dopo un mese il matrimonio fu richiamato in campagna, il 13 marzo 1806. Il 14 aprile assumeva il comando di un battaglione del 3° reggimento di Fanteria leggera francese, in sostituzione del capitano Dubourg che l’aveva avvicendato alla fortezza di Bardi. Nel 1807 fu alla campagna di Germania partecipando all’assedio di Colberg, ed il 7 febbraio 1808 rientrò al comando del forte di Bardi dove aveva probabilmente lasciato la moglie, e si hanno buoni motivi per ritenere che avesse cercato in tutti i modi di ritornarvi. Grande fu la sua soddisfazione per la nomina come possiamo leggere nella sua lettera al Ministro della Guerra, del 30 ottobre 1807, da Lounenbourg, in cui comunicava la sua riconoscenza per l’incarico affidatogli: “Monsignore, ho appena ricevuto la lettera che Vostra Eccellenza mi ha fatto l’onore di scrivermi, per la quale mi offrite il comando del Forte di Bardi. Questo segno di bontà di Vostra Eccellenza suscita la mia sensibilità e, accettando con zelo l’offerta che vi degnate di farmi Vi prego di gradire i sensi della mia riconoscenza(….) Zanoli maggiore al 3° Reggimento di fanteria Leggera.

Egli rimase a Bardi fino all’aprile del 1814, quando il fronte italiano cedette alle forze della Coalizione e la fortezza dovette essere evacuata. Nel maggio 1814 rientrò definitivamente in Francia con la moglie ed i suoceri. Così riferiva sulle circostanze dell’abbandono del forte in una lettera al Ministro della Guerra, da Marsiglia, il 22 febbraio 1816: “……faccio presente a Vostra Eccellenza che mi trovo a Marsiglia in seguito alle convenzioni con le potenze alleate nell’Aprile 1814 che ho dovuto evacuare il forte di Bardi che comandavo e dal quale sono uscito con 300 (trecento) uomini di guarnigione e 2 cannoni, casse ecc.; che malgrado le osservazioni del Sig. Conte Neugent generale Austriaco ebbi la soddisfazione di depositare nell’Arsenale d’Antibes il Maggio seguente…..”

FINE PRIMA PARTE BY Giuseppe Beppe Conti

ORIGINI DELL’ ANTICA FIERA DI SAN BARTOLOMEO A BARDI – 24 AGOSTO. VALCENOLANDI

In copertina: Luca Zogno – Antico Mercato

La FIERA DI SAN BARTOLOMEO, la più importante che si svolge a Bardi durante l’anno, a causa della pandemia, quest’anno 2020 non si terrà domenica 24 agosto p.v. ma voglio ricordare comunque la sua antica storia. .Questo importante evento per la vallata del Ceno e per le limitrofe valli piacentine, ha una storia antica. Come si legge dal saggio del professor Riccardo De Rosa: Un Principe uno Stato. Vita di Federico Landi – Centro Studi Val Ceno – 2015 (Libro che consiglio vivamente!!):
“……..Federico tuttavia, oltre che un buon amministratore, era anche, e per certi versi soprattutto, un grande diplomatico, che conosceva molto bene e a fondo l’indole e la mentalità della sua gente. Infatti i bardigiani avevano maturato nel tempo una certa insofferenza per la fiera compianese (si tratta dell’antica fiera di San Terenziano che si tiene a Isola di Compiano n.d.c.) e anelavano ad averne una propria, a maggior ragione considerando il fatto che Bardi, dove c’erano sia la residenza ufficiale del principe che i più importanti funzionari al suo servizio, poteva di fatto considerarsi la capitale dello stato landiano, pertanto era inconcepibile che fosse sprovvista di una fiera. Quando a Landi giunsero voci sempre più allarmate del malcontento che si diffondeva tra la popolazione, con il problema borgotarese sempre aperto, non poteva non tenerne conto e quindi, volendo con questo premiare i suoi sudditi bardigiani per la loro amicizia e fedeltà, istituì, inserendola negli Statuti, una fiera anche a Bardi. Nell’apposito capitolo si legge:
Essendo stati ricercati dalla Mag. Comunità Nostra di Bardi, che vogliamo concedergli una fiera, e gliela habbiamo concessa, con gli infrascritti Capitoli. Si concede alla Nostra Communità di Bardi da farsi ogn’anno, dentro però dal rivo del ponte della Costa di S. Siro, e Pianelli, che non si possa fare nela piazza del castello, per tre giorni continui, cioè il giorno di Santo Bartolomeo, et li doi gg. seguenti, che sono il 24 de agosto et sino a 26 per cada uno anno. Che detti tre giorni sieno esenti da datii et gabelle, et che quelli che intraranno nel borgo de Bardi et sua jurisditione, con robbe, bestiami et mercantie, siano per i tre detti giorni liberi et esenti da datii e non sieno tenuti a denunciar chosa alcuna. Che niuno in tali giorni possa essere detenuto per debiti né citar alchuno per debiti[…]Che in detti giorni sia lecito de alogiar forastieri senza boletini. Che li banchi, che se porranno in Bardi, si lascino tanto larghi, che possino pasare comodamente le bestie cariche per la strada. Che non si possa metter banchi de mercantie ne far hostarie fori del detto loco di Bardi. Che se assecuri la fiera da Soldati su li monti, et anco ne la terra bisognando. Che questa fiera prima de questo anno 1599 si comincino ad osservare li capitoli, et poi per le altre per l’avenire. Che il podestà nostro presente, et futuro, faccia ogn’anno publicare la presente crida et che li sudditi Nostri de Bardi, Compiano, et Borgo Val di Taro et loro iurisditioni possano portar ogni sorte d’arme eccetto le pistole curte.
Da notare lo scatto d’orgoglio, anche se inutile all’atto pratico, con cui Federico rivendicava il perduto possedimento borgotarese, anche se si può star certi che i Farnese fecero di tutto per impedire ai borgotaresi di parteciparvi.
Questa fiera, che si svolge ancora oggi negli stessi giorni descritti dal testo statutario e si incentra appunto sulla festività dedicata dal calendario ecclesiastico a San Bartolomeo, costituì per Bardi ed i suoi abitanti una preziosa occasione per incrementare gli scambi economici con l’entroterra ligure. Notevoli le concessioni fatte dal principe per favorire lo sviluppo della fiera, come il permesso di portar armi anche da fuoco e, soprattutto, l’esenzione da ogni tassa signorile proprio nel momento in cui iniziava la caduta vertiginosa in tutto il nord Italia delle rendite fondiarie signorili che durò per tutto il primo trentennio del XVII secolo. La proibizione di metter banchi ed esporre merci nella piazza del castello è facilmente spiegabile con l’esigenze di garantire la difesa del territorio dato che tra pacifici mercanti e viandanti poteva celarsi qualche spia o provocatore al soldo dei Farnese, che avrebbe potuto carpire informazioni sul presidio e gli armamenti.
ARRIVEDERCI ALLA EDIZIONE DELL’ANNO PROSSIMO 24.08.2021

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