“DONNA LOMBARDA” CANTO POPOLARE D’EPOCA LONGOBARDA. (Due versioni). (r)

Donna lombarda è un canto popolare antichissimo, considerato fra i più diffusi nell’Italia settentrionale, ma conosciuto anche in quella centro-meridionale. Narra la storia di una donna che viene invitata dall’innamorato ad uccidere il marito con del veleno cavato da un serpente, ma un bambino (di “pochi anni” o “pochi mesi”, a seconda della versione), denuncia a colui che chiama “caro padre” il tentato assassinio e questi obbliga la donna a bere anche lei l’intruglio. Costantino Nigra studiò il canto nel suo Canti popolari del Piemonte (1888). Basandosi sugli scritti di Paolo Diacono e Gregorio di Tours, Nigra fece risalire le origine del testo al V secolo d.C., identificando la protagonista nella regina dei Longobardi Rosmunda, che avvelenò il marito Elmichi, istigata dal prefetto bizantino Longino. Autori più recenti riscontrano alcune incongruenze di carattere storico e linguistico nell’analisi di Nigra.

Francesco De Gregori e Giovanna Marini – Donna lombarda di Gualtieri
“Donna lombarda” e` un’antichissima canzone diffusa in tutta Italia, quasi una bandiera del canto tradizionale nazionale, che racconta un tentativo di avvelenamento del marito, clamorosamente svelato da un figlio ancora nella culla. Qui alcuni notevoli cantori della zona di Marsaglia in val Trebbia (PC) la interpretano secondo le modalità esecutive caratteristiche delle Quattro Province [ http://www.appennino4p.it ] insieme alla pifferaia lecchese Renata Tomasella.

Bardi, La Societa Filarmonica. By G.N. Vetro

Segnalazione di I.T. che ringraziamo

La G.Pr (24 apr. 1997) scrive che nel 1908 la banda di Bardi aveva festeggiato il suo centenario nella piazza Cavalli di Piacenza, ricevendo una medaglia d’oro. La documentazione nota su di una Società Filarmonica risale invece al Sovrano Rescritto del 28 dic. 1825, che aveva concesso l’approvazione al suo funzionamento (A.S.Pr, Presidenza dell’Interno. Pubblica Istruzione, 1820-1828, bb. 181 e 210). I 46 soci si dividevano in contribuenti e onorari. Quasi tutti gli strumentisti erano d’onore, come pure Giuseppe Maschenzi, violino principale nonché maestro direttore e docente degli strumenti sia ad arco che a fiato. A costoro andavano aggiunti 7 dilettanti di musica vocale e 2 studenti, uno di violino e uno di flauto. L’organico si articolava in 8 violini, 1 violoncello, 1 contrabbasso, 3 clarinetti, 2 corni, 2 flauti, 1 tromba. Alcuni di costoro suonavano 2 strumenti. Da una relazione risultavano i progressi «da quella parte de’ studenti di Musica, la buona concordia che regna in essa, il decoro con cui vengono assistite le sacre funzioni». E’ del 1828 un elenco con il nominativo dei soci. I documenti mancano poi fino al 1859, quando il Municipio dette vita a una banda musicale. Il Corriere Piacentino del 4 apr. 1862 riporta che, assieme a quella di Fiorenzuola e Castell’Arquato, accompagnò alla stazione di Fiorenzuola una coorte della Guardia Nazionale in partenza per le Marche. Nel 1867 direttore della banda e organista della parrocchia era Giuseppe Arrigo (Mede, 1838 – Torino, 1913), che nel 1867 pubblicò a Milano con l’editore Albini un Album con 7 pezzi per l’organista moderno (così la Palestra musicale). L’Arrigo rimase fino al 1870, in quanto il 7 lug. di quell’anno la G.M.M. pubblicò il bando di concorso per il posto di maestro di musica e organista. Nel 1871 la banda era composta da 35 suonatori diretti e istruiti da Virgilio Bianchi. Evidentemente, questi rinunciò presto, in quanto il concorso venne bandito nuovamente nel lug.1873. All’epoca del concerto di Piacenza del 1908 era diretta da Augusto Morisi, arrivato a Bardi dalla nativa Romagna. Questi fu autore anche dei testi originali e delle musiche che servivano per “cantar maggio”, tradizione, radicata nella valle, che si perde nei secoli. Suo successore fu Gino Marzani da Soncino, che lavorava come impiegato in Comune. Dopo un vuoto di notizie, nel II dopoguerra sappiamo che fu diretta da Carlino Fulgoni, Bruno Rabaiotti, Silvano Tagliaferri. Scioltasi negli anni 80, fu ricostituita nel 1993 e diretta, per alcuni anni, da Ivan Rossetti da Bardi, diplomato in clarinetto al Conservatorio di Parma.
©2011 Gaspare Nello Vetro autore del Dizionario della musica e dei musicisti del Ducato di Parma e Piacenza

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