UN “NIDO DI TERREMOTI”. Mille anni di storia sismica in Alta Val Taro e Val Ceno. By Valentino Straser

Presentazione del libro. Domenica 19 settembre. Ore 11,00. Borgotaro. Piazzetta La Quara

La peculiare conformazione geologica dell’Alta Val Taro e Val Ceno, dove coesistono due tendenze tettoniche, compressiva e distensiva, rappresenta un caso di studio della sismologia foriero di interessanti teorie e interpretazioni. Il volume raccoglie e commenta dati storici, conoscenze geologiche e geofisiche, ma anche tracce nelle tessiture murarie di edifici e cronache dei numerosi terremoti che si sono abbattuti, talvolta in modo violento, su questo territorio del Parmense a partire dal 1100 fino ad arrivare ai giorni nostri. I ripetuti eventi sismici che hanno scosso questa zona, dove da millenni le potenti forze della terra sono alla ricerca incessante di un equilibrio irraggiungibile, hanno sollecitato scienza e cultura popolare a formulare ipotesi sulla loro origine e a proporre diversi approcci di previsione, nel tentativo di arginare la paura e il mistero che da sempre accompagnano l’arrivo improvviso del “duro flagello”. Le pagine propongono infine una rassegna di santi invocati dagli abitanti delle valli a protezione contro il terremoto, rappresentazione ancora vivace di una devozione popolare che sopravvive nel tempo. Una inedita lettura delle “pagine di pietra dove sono impressi i caratteri degli eventi blandi, ordinari e talora cruenti che si originarono in un antico ambiente oceanico”, che mette a confronto scienza, storia e cultura popolare. Un ulteriore tassello per comprendere la storia del Parmense, a conferma del lungo impegno dell’autore a valorizzarne i molteplici aspetti e, al contempo, affermare il suo profondo legame con il territorio.

Calanchi rio Bosseto (Varano de Melegari). I GEOSITI DELL’EMILIA ROMAGNA

Un geosito è un bene naturale non rinnovabile. Con il termine geositi si indicano i beni geologici–geomorfologicidi un territorio intesi quali elementi di pregio scientifico e ambientale del patrimonio paesaggistico. Si tratta in genere di architetture naturali, o singolarità del paesaggio, che testimoniano i processi che hanno formato e modellato il nostro pianeta. Forniscono un contributo indispensabile alla comprensione della storia geologica di una regione e rappresentano valenze di eccezionale importanza per gli aspetti paesaggistici e di richiamo culturale, didattico – ricreativo.

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Frana di Monte Dosso (Solignano). I GEOSITI DELL’EMILIA ROMAGNA

Un geosito è un bene naturale non rinnovabile. Con il termine geositi si indicano i beni geologici–geomorfologicidi un territorio intesi quali elementi di pregio scientifico e ambientale del patrimonio paesaggistico. Si tratta in genere di architetture naturali, o singolarità del paesaggio, che testimoniano i processi che hanno formato e modellato il nostro pianeta. Forniscono un contributo indispensabile alla comprensione della storia geologica di una regione e rappresentano valenze di eccezionale importanza per gli aspetti paesaggistici e di richiamo culturale, didattico – ricreativo.

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Monte Prinzera (Fornovo Taro). I GEOSITI DELL’EMILIA ROMAGNA

Un geosito è un bene naturale non rinnovabile. Con il termine geositi si indicano i beni geologici–geomorfologicidi un territorio intesi quali elementi di pregio scientifico e ambientale del patrimonio paesaggistico. Si tratta in genere di architetture naturali, o singolarità del paesaggio, che testimoniano i processi che hanno formato e modellato il nostro pianeta. Forniscono un contributo indispensabile alla comprensione della storia geologica di una regione e rappresentano valenze di eccezionale importanza per gli aspetti paesaggistici e di richiamo culturale, didattico – ricreativo.

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Val Pessola (Solignano). I GEOSITI DELL’EMILIA ROMAGNA

Un geosito è un bene naturale non rinnovabile. Con il termine geositi si indicano i beni geologicigeomorfologicidi un territorio intesi quali elementi di pregio scientifico e ambientale del patrimonio paesaggistico. Si tratta in genere di architetture naturali, o singolarità del paesaggio, che testimoniano i processi che hanno formato e modellato il nostro pianeta. Forniscono un contributo indispensabile alla comprensione della storia geologica di una regione e rappresentano valenze di eccezionale importanza per gli aspetti paesaggistici e di richiamo culturale, didattico – ricreativo.

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Frana di Acquanera – Tiglio (Bardi). I GEOSITI DELL’EMILIA ROMAGNA

La frana di Acquanera – Tiglio vista da una foto aerea del 2011

Un geosito è un bene naturale non rinnovabile. Con il termine geositi si indicano i beni geologici–geomorfologicidi un territorio intesi quali elementi di pregio scientifico e ambientale del patrimonio paesaggistico. Si tratta in genere di architetture naturali, o singolarità del paesaggio, che testimoniano i processi che hanno formato e modellato il nostro pianeta. Forniscono un contributo indispensabile alla comprensione della storia geologica di una regione e rappresentano valenze di eccezionale importanza per gli aspetti paesaggistici e di richiamo culturale, didattico – ricreativo.

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Formazione di Antognola del rio delle Lubbie (Pellegrino P.se). I GEOSITI DELL’EMILIA ROMAGNA (r)

Un geosito è un bene naturale non rinnovabile. Con il termine geositi si indicano i beni geologici–geomorfologicidi un territorio intesi quali elementi di pregio scientifico e ambientale del patrimonio paesaggistico. Si tratta in genere di architetture naturali, o singolarità del paesaggio, che testimoniano i processi che hanno formato e modellato il nostro pianeta. Forniscono un contributo indispensabile alla comprensione della storia geologica di una regione e rappresentano valenze di eccezionale importanza per gli aspetti paesaggistici e di richiamo culturale, didattico – ricreativo.

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Poggio Pasolo – Sarizzuola (Bardi). I GEOSITI DELL’EMILIA ROMAGNA

Un geosito è un bene naturale non rinnovabile. Con il termine geositi si indicano i beni geologicigeomorfologicidi un territorio intesi quali elementi di pregio scientifico e ambientale del patrimonio paesaggistico. Si tratta in genere di architetture naturali, o singolarità del paesaggio, che testimoniano i processi che hanno formato e modellato il nostro pianeta. Forniscono un contributo indispensabile alla comprensione della storia geologica di una regione e rappresentano valenze di eccezionale importanza per gli aspetti paesaggistici e di richiamo culturale, didattico – ricreativo.

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Pietrarada (Varsi). I GEOSITI DELL’EMILIA ROMAGNA

Un geosito è un bene naturale non rinnovabile. Con il termine geositi si indicano i beni geologicigeomorfologicidi un territorio intesi quali elementi di pregio scientifico e ambientale del patrimonio paesaggistico. Si tratta in genere di architetture naturali, o singolarità del paesaggio, che testimoniano i processi che hanno formato e modellato il nostro pianeta. Forniscono un contributo indispensabile alla comprensione della storia geologica di una regione e rappresentano valenze di eccezionale importanza per gli aspetti paesaggistici e di richiamo culturale, didattico – ricreativo.

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