PARMA STRADA PER L’APPENNINO REGIA BRUNO VAGHI COMMENTO ATTILIO BERTOLUCCI. Metà anni ’60 XX secolo

Un bel documentario diretto da Bruno Vaghi* con commento addirittura di Attilio Bertolucci, girato in Appennino durante la prima parte degli anni ’60 del XX secolo. Il primo filmato inizia dalla descrizione della Val Ceno e Val Noveglia. II secondo filmato prende in esame tutto il documentario. Da vedere!! GBC

VAL CENO E VAL NOVEGLIA

TUTTO IL DOCUMENTARIO:

*VAGHI BRUNO
Parma 5 settembre 1913-Parma 26 marzo 1972
Figlio di Luigi e di Irma Becchetti. Ventiquattrenne, già esperto fotografo, interruppe gli studi per dedicarsi alla gestione dell’azienda. Il Vaghi seppe affermarsi tanto come fotografo che come documentarista cinematografico di alto livello. Negli anni sessanta ricevette riconoscimenti nazionali e internazionali e venne premiato con medaglie d’oro. Coltivò quegli studi e quella formazione culturale (scuola d’arte, maturità scientifica, architettura) che caratterizzano tutto il capitolo della fotografia, vista in un modo tutto suo, personale, senza l’influenza paterna. Coltivò contemporaneamente la passione del volo e ottenne il brevetto di pilota civile. Ufficiale dell’Aviazione durante la seconda guerra mondiale, realizzò vari servizi. Terminato il conflitto, riprese con vigore l’attività fotografica e negli anni sessanta si affermò definitivamente. Più che la fotografia, però, fu il cinema ad appassionarlo. Riuscì a fondare a Parma (1946) una sua casa cinematografica, la Cittadella Film, con la quale produsse una prima serie di lungometraggi artistici. Fece parte di quel gruppo, composto da artisti e scrittori quali Pietro Bianchi, Attilio Bertolucci, Giovanni Guareschi e Carlo Mattioli, che non mancava periodicamente di ritrovarsi nel suo studio di strada Cavour, nel frattempo ampliato e dove lavoravano venti dipendenti. proseguì poi l’attività di fotografo della Real Casa in esilio: fu a Cascais più volte. Morì cinquantottenne e lasciò un’azienda con un patrimonio di immagini (2000 negativi, attrezzature varie, film) che la moglie liliana Ceci Piombo (sposata nel 1951) e le figlie stefania e Brunella donarono al Centro studi e archivio della Comunicazione dell’università di Parma.
FONTI E BIBL.: R. Rosati, Fotografi, 1990, 222 e 224.

Il Cavallo Bardigiano per The Pixel Nomade e il progetto fotografico “Forgotten Horse” di Cécile Zahorka. By Amanda Marzolini* 2^ Parte

Con brillante senso dell’avventura e della frugalità, tipico di chi è abituato a viaggiare e ad avere a che fare con gli animali ed il loro habitat domestico o selvatico, le ragazze hanno affrontato pioggia e fango nei pascoli e accanto ai box in Valceno con la stessa disinvoltura con cui hanno fotografato i cavalli Bardigiani in Romagna di Linfa durante belle giornate di sole.

Il risultato sono intense immagini di cavalli che si mettono in posa, giocano, saltano, corrono, esprimendo l’essenza del Cavallo Bardigiano, fatta di bellezza e robustezza, agilità, storia, inconfondibili crini abbondanti e colori, grande disponibilità verso le persone e vivace dolcezza espressiva e caratteriale. In Valceno, vediamo il dietro le quinte dell’allevamento dei Cavalli Bardigiani, che è fatto di pascoli, di fatiche e immensi cordoni di fieno, di cavalli che amano correre nella natura, ma che poi nella mani giuste, sono pronti a farsi addomesticare, domare, indossare una sella, sperimentare l’amore umano nelle passeggiate e nel trekking, nelle attività di maneggio, di ippoterapia, fino ad arrivare ai virtuosismi degli spettacoli, sempre regalando emozioni e amicizia a proprietari, fruitori e amatori.

Grazie al duo di THE PIXEL NOMADE che potete seguire qui:
SITO WEB:
https://thepixelnomad.com/discover/forgotten-horses/
PAGINA FACEBOOK : https://www.facebook.com/thepixelnomad
PAGINA INSTAGRAM : https://www.instagram.com/thepixelnomad/
CONTATTI: https://thepixelnomad.com/contact/

Il Cavallo Bardigiano per The Pixel Nomade e il progetto fotografico “Forgotten Horse” di Cécile Zahorka. By Amanda Marzolini* 1^ Parte

Un viaggio fotografico inizia sempre con un tema ispirativo forte, che possa portare lontano e dare luogo a molte scoperte. Quello di Cécile Zahorka, fotografa del mondo equino ed esploratrice, esperta di comportamento equino e creatrice del sito “The Pixel Nomade”, è iniziato tempo fa e continuera’ in diverse tappe, una delle quali questo inverno è stata la scoperta del Cavallo Bardigiano. Cécile è un’ esperta di cavalli e un’abile fotografa, che si è data come obiettivo, quello di fotografare quelli che definisce “Forgotten Horses”, ovvero i cavalli rappresentanti di razze che hanno resistito nel tempo ma delle quali non si superano le migliaia di esemplari. Il Cavallo Bardigiano, è una delle razze che Cécile voleva incontrare nel suo “viaggio in Italia”. Una razza rara, sebbene viva attualmente un felice periodo di interesse da parte del pubblico che vede in questi equini, originatisi a Bardi ed esistenti da molti secoli, cavalli perfetti per passeggiate, per gli attacchi, per lezioni di equitazione, spettacoli, horse ball, alcuni gradi di salto, ippoterapia, semplice compagnia.

Attraverso una ricerca su Facebook, Cécile mi ha raggiunta, come ha trovato altri allevamenti per fotografare i Cavalli Bardigiani nel loro contesto di vita nel pascolo e negli allevamenti domestici. Una grande occasione da cogliere e così sono state realizzate le immagini in 2 storici allevamenti valcenesi:
-Allevamento di Marzolini Pietro con Amanda Marzolini a Bardi con la fattrice LOLA e il figlio SPRITZ.
https://www.facebook.com/Cavallibardigianidiamanda-106449998110476
-Allevamento di Eugenio Biolzi a Bardi con gli stalloni PEDRO – CORALLO – PICCOLO – MIRTO – OSCAR. https://www.facebook.com/cavallibardigianidigenio -Allevamento “Linfa” di Linda e Fabio in Romagna – virtuosa realtà del circuito
allevatoriale oltre i confini appenninici tradizionali https://www.facebook.com/infolinfa

Naturalmente Cécile e la sua assistente, avrebbero voluto fotografare molti piu’ cavalli e conoscere tutti gli allevatori, nonché assistere e fotografare le transumanze invernali ma la situazione sanitaria attuale e le tempistiche di viaggio, nonche’ le piogge, non hanno permesso alle fotografe di trascorrere troppo tempo in Italia e di ritornarvi nell’immediato. Gli allevatori che le hanno conosciute, possono confermare la grande competenza equestre delle ragazze nell’avvicinarsi ai cavalli e facendoli posare e muovere, instaurando con loro un rapporto di fiducia piena, sebbene il tempo per conoscersi fosse pochissimo.