Fauna minore in Emilia Romagna. La Guida

MAMMIFERI IN APPENNINO. IL CERVO.

ll cervo nobile, detto anche cervo rosso o semplicemente cervo (Cervus elaphus) è un grande ungulato facente parte dell’ordine degli artiodattili (Artiodactyla) e della famiglia dei cervidi (Cervidae). Con diverse sottospecie è diffuso in buona parte di Europa, con propaggini dell’areale in Africa nord-occidentale, Medio Oriente e Asia centro-occidentale. In Italia troviamo la sottospecie nominale (C.e.elaphus) sulla penisola, per la precisione sulle Alpi e diverse porzioni degli Appennini, mentre la sottospecie corsicanus (il “cervo sardo”) è presente in alcune zone della Sardegna. La sottospecie C.e.canadensis, precedentemente classificata come specie separata, è chiamato “wapiti” ed è diffuso in parte dell’America settentrionale e dell’Asia nord-orientale. Il cervo presenta una stazza notevole ed è uno dei cervidi più grandi: la “versione” europea, come dimensioni, è superata solo dall’alce, dal wapiti ed è più o meno equivalente al sambar indiano. I maschi, più grandi delle femmine, possono presentare una lunghezza di oltre 2 metri, un’altezza alla spalla di 140 cm e un peso che può superare i 250 kg. Si tratta di un animale forte, possente, ma al contempo agile e veloce. Il tratto distintivo dei maschi sono i palchi ramificati, ben diversi dalle “corna” propriamente dette dei bovidi. Il cervo nobile è una creatura crepuscolare e notturna, guardinga ed estremamente prudente, che si nutre di germogli, gemme, boccioli e foglie tenere. Seguiamo questa creatura regale nel bosco e scopriamo come vive, come si riproduce, e come i maschi lottano e bramiscono. Solo i predatori più audaci possono sperare di abbattere un cervo maschio adulto e sano, ma il principale predatore è l’uomo: forse è proprio per questo che il cervo, nonostante una diminuzione iniziale del suo areale, è una specie in ottima salute e in espansione…