IL LUPO. BY WILD ITALY

Documentario di Rai 5, raccontato da Francesco Petretti, sul lupo appenninico, cimelio faunistico della penisola. Vicino all’estinzione nei primi anni ’70, oggi la popolazione italica si stima intorno ai 2.000 esemplari, sparsi lungo la fascia appenninica e nelle Alpi.

RAPACI IN APPENNINO. ASSIOLO. By Guido Bisattini (r)

Chi non conosce l’assiolo? Questo simpatico gufetto è ormai uno degli emblemi delle serate estive, quando riempie l’aria col suo “chiù” ripetuto per ore a intervalli di due/tre secondi. A lui basta poco: un paio di alberi, una macchia di verde, un giardino. Sonnecchia durante il giorno, mentre di notte si sveglia, caccia e canta. E’ il più piccolo rappresentante europeo della sua famiglia (apertura alare di circa 50 cm, lunghezza di circa 20 cm, peso di 80/100 g) dopo la civetta nana. L’iride è giallo/arancio, il piumaggio è mimetico (bruno/grigiastro con vermicolature scure), e sono presenti i tipici “ciuffetti” di tutti i gufi. Per essere così piccolo è anche un grande migratore, che passa primavera ed estate nell’Europa centrale (compresa l’intera Italia ad eccezione delle zone montane) e va a svernare a sud del Sahara. Non è affatto un portatore di sventura, anzi è estremamente utile perchè caccia un gran numero di insetti nocivi…ed è obiettivamente irresistibile!

I Versi dei Rapaci Diurni. By MTT Channel

Le vocalizzazioni di questi affascinati animali che dominano i cieli delle campagne e montagne, ma anche delle città della nostra meravigliosa penisola. Una raccolta dei loro versi in questo breve video.
• Aquila Reale – Aquila Chrysaetos (0:00)
• Astore – Accipiter Gentilis (0:29)
• Biancone – Circaetus Gallicus (0:57)
• Falco Pecchiaiolo – Pernis Apivorus (1:49)
• Falco Pellegrino – Falco Peregrinus (2:58)
• Falco Pescatore – Pandion Haliaetus (3:43)
• Gheppio – Falco Tinnunculus (4:08)
• Nibbio Bianco – Elanus Caeruleus (4:49)
• Nibbio Bruno – Milvus Migrans (5:48)
• Nibbio Reale – Milvus Milvus (6:05)
• Poiana – Buteo Buteo (6:24)
• Sparviere – Accipiter Nisus (6:45)

Fauna in appennino a settembre. By Ugo De Cresi

Le fototrappole hanno cambiato la vita dei naturalisti, permettendo in particolare di smentire molte frottole sulla fauna selvatica. Ottenere dati rilevanti e significativi dall’acquisizione della scheda di memoria di questi strumenti è tuttaltro che semplice. Solo frequentando il territorio si può ottenere un monitoraggio valido e utile ai fini della rilevazione della presenza/assenza di una determinata specie. Parlo di assenza perchè negli ultimi anni si è scatenata la caccia al lupo. Considerato come specie totemica ed elusiva, negli ultimi anni abbiamo avuto una sovrabbondanza di immagini e video di questo animale. Però i lupi talvolta sono attirati verso la fototrappola con vari artifizi il primo dei quali è il cibo. Faccio un esempio. Un contadino mentre cercava funghi nel bosco è stato fotografato con una fototrappola dotata di flash. Incuriositosi l’uomo osservava che fosse adornata come un alberello di natale di numerosi cordoncini che sorreggevano delle esche:pezzi di pollo e fegatini. Il proprietario della fototrappola ( un noto esperto ) ha spiegato che in tal modo ottiene ottime fotografie in primo piano del lupo. E’ etico? No. Manco per niente. Eppure è frequente. Personalmente dedico moltissimo tempo alla creazione del set di ripresa. Con cura scelgo l’orientamento del sole,valuto le abitudini della specie che monitoro, l’altezza del campo di ripresa, la direttrice del transetto. Davanti al sensore non ci devono essere rami, erba, foglie. Questa raccolta video è un edit di 152 files ottenuti nel periodo di acquisizione che va dal 18 al 27 settembre. 00.05.45 Cervo maschio. 00.20.00 Mestamente i cinghiali si avviano al loro quotidiano vagare (sono molto abitudinari). 00.45.00 L’area è abitata da una dulto di volpe e due subadulti. Un esemplare si disseta dalla piccola pozzetta nell’incavo di due alberi. 00.55.00 Il Capriolo sta velocemente mutando il mantello adeguandolo alla fase invernale. 01.15.00 I Daini fiutano l’odore della fototrappola e pur non ravvisando un pericolo si allontanano. 01.35.00 Il capo della banda paura della fototrappola non ne ha! 02.05.00 Evidente la frenesia riproduttiva. E’ la stagione degli amori. 02.40.00 L’esemplare di sinistra ha un palco particolarissimo. Ritaglio il frame e lo conservo nell’archivio identificativo. 03.45.00 La celebre pantera nera dell’appennino.

IL GHIRO. MAMMIFERI IN APPENNINO.

Il ghiro (Glis glis) è un comune e piccolo mammifero dei nostri boschi. Dall’aspetto a metà strada fra un topo e uno scoiattolo, presenta una livrea superiormente grigio/brunastra con parti inferiori bianche, grandi e numerose vibrisse, cerchi scuri intorno agli occhi e folta coda. E’ una specie arboricola, diffusa un po’ ovunque, comune, abbondante e particolarmente vorace: la sua dieta è costituita prevalentemente da nocciole, noci e frutta. Il ghiro è un roditore quasi esclusivamente notturno, che passa buona parte dell’anno in letargo: a questo è dovuta anche la sua fama di essere un dormiglione.