10 SETTEMBRE 1547. L’UCCISIONE DEL DUCA PIER LUIGI FARNESE A PIACENZA. AGOSTINO LANDI TRA I CONGIURATI. VALCENOLANDI

In copertina: L’uccisione di Pier Luigi Farnese di Lorenzo Toncini – Anno 1883.           

DA ENCICLOPEDIA TRECCANI ONLINE: PIER LUIGI Farnese, duca di Parma e di Piacenza

………Il governatore dello Stato di Milano, Ferrante Gonzaga, era convinto che i ducati farnesiani rappresentassero una minaccia per i domini di Carlo V nel Nord Italia. Una nuova conferma fu offerta dal fallito colpo di Stato di Gian Luigi Fieschi a Genova (2 gennaio 1547): Pier Luigi era stato infatti a conoscenza dell’azione programmata e aveva venduto le sue galere al conte Fieschi. A nulla valsero le giustificazioni offerte da Salvatore Pacino, inviato presso l’imperatore. Convinto da Gonzaga, Carlo V decise di riacquistare Piacenza e Parma con la forza, o nella futura sede vacante o in altra occasione. Il governatore milanese allora iniziò a elaborare piani per un colpo di mano delle sue truppe, ma Carlo V, all’inizio di marzo 1547, diede disposizioni di non procedere oltre a causa del contesto interstatuale intricato. Prevalse allora l’ipotesi di una congiura interna (ideata da Giovanni Anguissola insieme con altri nobili piacentini: Agostino Landi, Alessandro e Camillo Pallavicino, Luigi Confalonieri); Ferrante Gonzaga, il 13 giugno, chiese l’autorizzazione all’imperatore perché fosse posta in atto e l’imperatore acconsentì un mese più tardi. I congiurati, a loro volta, avevano steso un testo in 21 capitoli a garanzia del futuro assetto istituzionale dell’ex Ducato e delle loro sorti personali: esso fu siglato dall’imperatore entro la fine di luglio 1547. Per compiere l’omicidio, fu però necessario attendere che Ottavio Farnese lasciasse Piacenza, dove soggiornò alla fine dell’estate. Si trattò di un’azione singolarmente facile, considerato che molti osservatori, e Caro in modo esplicito con lettera da Milano del 17 luglio, avevano mandato informazioni sul pericolo imminente. Nel primo pomeriggio di sabato 10 settembre 1547, mentre si trovava nella cittadella viscontea, i congiurati se ne impadronirono di sorpresa. Pier Luigi fu assassinato dal conte Giovanni Anguissola e due suoi sgherri. Dopo l’assassinio, intorno alla cittadella si raccolse una folla tumultuante; arrivò anche un forte contingente guidato da Alessandro Tomassoni da Terni, mastro di campo generale del defunto duca. Furono sparati colpi contro le mura, finché Anguissola non fece penzolare il cadavere di Pier Luigi fuori dalla finestra disperdendo la folla; anche Tomassoni si allontanò verso Parma rimasta fedele ai Farnese. Il governo municipale piacentino, inizialmente, si proclamò favorevole al papa; poi però, già l’11 settembre 1547, accettò di accogliere entro le mura Ferrante Gonzaga e il suo esercito. Quest’ultimo, appena entrato, si recò in S. Maria degli Speroni (l’attuale chiesa di S. Fermo), dove si trovavano le spoglie di Pier Luigi: esse vennero meglio composte e trasferite nella chiesa della Madonna di Campagna, dove furono profanate per due volte. 

Un anno più tardi, la vedova Girolama Orsini chiese di poter seppellire Pier Luigi nei feudi laziali. La salma fu trasferita all’inizio di luglio 1548. Celebrate esequie solenni in Parma (di cui però non sono pervenuti resoconti), essa fu portata nell’Isola Bisentina del Lago di Bolsena, per essere tumulata nella chiesa dei Ss. Giacomo e Cristoforo accanto agli antichi sepolcri dei Farnese. Il monumento funebre di Pier Luigi fu violato in data imprecisata e se ne è persa traccia.

Paolo III fece avviare un’inchiesta dal tribunale del Governatore di Roma sull’omicidio del figlio, che durò dal 20 maggio 1548 al 3 agosto 1549. Quindi, il 20 settembre 1549 emanò un breve con cui chiedeva la punizione degli assassini, che convocò a Roma. I nobili piacentini non riconobbero però la competenza giurisdizionale di quella corte e rimasero sotto la protezione di Ferrante Gonzaga. Gli Asburgo avrebbero mantenuto il dominio su Piacenza fino al 1556.

Ritratto di Pier Luigi Farnese – Sebastiano del Piombo – sec. XVI

Anno 1682. “I CAPIFAMIGLIA DI BARDI PRESENTI AL GIURAMENTO DI FEDELTA’ AI FARNESE”.

Segnalo sul Mensile “L’Araldo della Madonna di San Marco” N. 8/9 Agosto-Settembre 2015. l’interessante articolo del compianto Giuliano Mortali: “I CAPIFAMIGLIA DI BARDI 1682, PRESENTI AL GIURAMENTO DI FEDELTA’ AI FARNESE

L’autore trascrive gli elenchi dei capifamiglia che giurarono fedeltà, nell’anno 1682, ai Farnese all’atto dell’ingresso dello “Stato Landi” nel Ducato di Parma e Piacenza. I Farnese per non inimicarsi i nuovi sudditi lasciarono loro gli antichi Statuti dei Landi e la divisione delle circoscrizioni territoriali, le “Giurisdizioni” di Bardi e di Compiano. Vollero soltanto un pubblico giuramento di fedeltà da parte di tutti i capifamiglia. Notai e scrivani si recarono in tutte le parrocchie e raccolsero i nomi dei presenti al giuramento. Questi documenti ci indicano quindi un preciso stato della popolazione del territorio tramite i nomi dei capifamiglia.

Nello studio si trovano i cognomi dei capifamiglia bardigiani presenti in quel documento nelle varie parrocchie della Giurisdizione, che comprendeva anche Tosca. I lettori dell’Araldo potranno facilmente rilevare in quale località si trovavano i propri antenati del Seicento. L’autore ci avverte che nel documento, in possesso dell’Archivio di Stato di Parma, mancano gli elenchi di capifamiglia di qualche località, ma la ricerca rimane veramente molto interessante ed importante. By Giuseppe Beppe Conti

Foto: Mappa del Ducato di Parma e Piacenza -Anno 1639

ANNO 1682 – LA CESSIONE DELLO STATO LANDI AI FARNESE NELL’ARTE. (rc)

Il successore della principessa Maria Polissena Landi, morta nell’anno 1679, fu il figlio Andrea III Doria Landi che vendette, nel 1682, lo Stato Landi ai Farnese . Il territorio seguirà il destino del ducato di Parma e Piacenza, caratterizzato da una decadenza artistica e sociale. Nella foto del quadro presente a Palazzo Farnese di Piacenza, il Duca Ranuccio II Farnese riceve le chiavi delle fortezze di Bardi e Compiano. Opera del pittore: Ilario Spolverini, presumibilmente 1682.

Musei Civici di Palazzo Farnese
Piazza Cittadella, 29. Piacenza (PC) . Spolverini Pier Ilario 1657/ 1734 dipinto- tela/ pittura a olio -cm. 107 (la) 123 (a) –
Nella tela è raffigurato un sovrano, armato e con indosso un mantello rosso, affiancato da cortigiani. Il sovrano riceve su di un vassoio due chiavi da un personaggio, mentre un altro gli indica una vicina fortezza. Sullo sfondo a destra si nota una seconda fortezza.
La tela faceva parte delle raccolte Farnesiane portate a Napoli nel 1736. Il quadro è ricordato in diversi cataloghi col titolo “Consegna delle chiavi di una città ad un principe Farnese”.

VALCENOGASTRONOMIA. DALL’ APPENNINO AL PO. DALLA VALCENO ALLA CITTA’. A TAVOLA CON I FARNESE – 2^ PARTE. (r)

Zanlari A. – A tavola con i Farnese: dai ricettari rinascimentali ai prodotti tipici di Parma – PR – PPS – 1996

Dai ricettari Rinascimentali ai prodotti tipici di Parma …..questo libro di Andrea Zanlari, non nuovo ad imprese del genere, non e’ un libro da sfogliare e da guardare, bensi’ un libro da leggere. Se siete patiti della televisione, questo libro non fa per voi. Se invece tenete accanto a voi un ” livre de chevet” come dicono i francesi, un testo prediletto, un libro da comodino allora queste pagine vi appassioneranno e vi intrigheranno: nella prima parte per la puntuale e minuziosa ricerca storica; e, in appendice, per quell’antologia di ricette, accompagnate dall’opinione dei singoli autori, estrapolate dai principali trattati culinari italiani dal Quattrocento al Settecento che, solo a leggerne le prime righe, vi fanno venire l’acquolina in bocca. provare per credere…… Baldassarre Molossi.

IN BIBIOTECA LO TROVO:

Biblioteca dell’Archivio di Stato di Parma , Biblioteca gastronomica Academia Barilla , Biblioteca Bizzozero , Bibl. di palazzo Bossi Bocchi , Biblioteca di Busseto , Biblioteca comunale di Collecchio , Biblioteca comunale di Colorno , Biblioteca della Deputazione di Storia Patria , Biblioteca di Economia , Biblioteca Guanda , Biblioteca comunale di Langhirano , Biblioteca Palatina , Biblioteca Pavese , Biblioteca comunale di Salsomaggiore , Seminario Vescovile di Bedonia , Biblioteca Comunale San Secondo ,

VALCENOGASTRONOMIA. DALL’ APPENNINO AL PO. DALLA VALCENO ALLA CITTA’. A TAVOLA CON I FARNESE – 1^ PARTE (r)

BATTEI A. – A TAVOLA CON I FARNESE. BUON APPETTITO DUCA – BATTEI – 2013

Questo è il racconto della fastosa tavola farnesiana, a testimoniare come la fama di Parma capitale della cucina sia nata secoli fa. Le cronache dell’epoca restituiscono un’immagine di grande sfarzo, al tempo dei fastosi apparati barocchi e delle messinscene senza uguali, anche la tavola, con i suoi riti, le sue cerimonie e i mille sontuosi piatti artisticamente decorati, diviene ostentazione del lusso, della potenza e della nobiltà dei duchi. Il libro, ricco d’immagini, si apre con un’affascinante ricostruzione storica delle vicissitudini dello Stato Farnese, per poi arrivare all’organizzazione della cucina di corte e alle ricette, scoprendo così la grande passione dei duchi per i cibi sofisticati e riccamente elaborati e per le tavole dominate dagli elementi scenografici e teatrali. In appendice, le originali e curiose ricette di casa Farnese.

IN BIBLIOTECA LO TROVO: Biblioteca gastronomica Academia Barilla , Biblioteca Palatina .