Le ricette delle “The Chiappa Sisters”, di origini bardigiane, che hanno conquistato il Galles ed il pubblico inglese. Ultima puntata – Seguirà uno special per Natale.

SI CHIAMANO, RISPETTIVAMENTE, MICHELA, EMANUELA E ROMINA CHIAPPA: SONO LORO LE TRE SORELLE DI ORIGINI ITALIANE, E, PIÙ PRECISAMENTE, BARDIGIANE – IL LORO PAPÀ GRAZIANO VIVE IN GALLES MA È NATO E CRESCIUTO A BARDI, ANCHE LA MADRE ERA BARDIGIANA , DIVENUTE STAR DELLA CUCINA IN GRAN BRETAGNA GRAZIE AL LORO RICETTARIO «SIMPLY ITALIAN» ED ALL’OMONIMO SHOW, SU CHANNEL 4, DA LORO CREATO E CONDOTTO. ESPORTANDO, A TAVOLA, LO STILE «MADE IN ITALY», CHE POTREMMO DEFINIRE ANCHE «MADE IN VALCENO», IL TALENTUOSO TRIO È RIUSCITO A FAR LETTERALMENTE IMPAZZIRE IL PUBBLICO INGLESE, PRENDENDOLO, MANCO A DIRLO, PER LA GOLA…(ERIKA MARTORANA).

APPROFONDISCI: Cuoche di successo e paladine del «Made in Bardi» Michela, Emanuela e Romina Chiappa, nate in Galles, conquistano il pubblico inglese con le ricette della nonna. G. DI PR 04.05.2015. By Erika Martorana

3 RICETTE:

Speedy Smoked Salmon Pasta sauce
Zesty Spring Vegetable Pasta
Cooked Cherries with Grappa

ARRIVEDERCI PER LO SPECIAL NATALIZIO

thechiappas.com

INVITO ALLA LETTURA. “EMIGRANTE, UNA STORIA COME POCHE.” BY ISABELLA Come Piace a Voi.

Clara, nome che useremo per convenzione, l’ultima di otto fratelli aveva tredici anni quando partì per la Germania in cerca di guadagni.….LEGGI TUTTO IL POST

https://comepiaceavoi.wordpress.com/2020/11/10/emigrante-una-storia-come-poche/

TI PUO’ INTERESSARE: http://www.valcenostoria.it/2020/08/08/comepiaceavoi-il-diario-in-rete-dei-blogger-isabella-e-michele-di-vianino-varano-de-melegari

Le ricette delle “The Chiappa Sisters”, di origini bardigiane, che hanno conquistato il Galles ed il pubblico inglese, ogni settimana su valcenostoria.

SI CHIAMANO, RISPETTIVAMENTE, MICHELA, EMANUELA E ROMINA CHIAPPA: SONO LORO LE TRE SORELLE DI ORIGINI ITALIANE, E, PIÙ PRECISAMENTE, BARDIGIANE – IL LORO PAPÀ GRAZIANO VIVE IN GALLES MA È NATO E CRESCIUTO A BARDI, ANCHE LA MADRE ERA BARDIGIANA , DIVENUTE STAR DELLA CUCINA IN GRAN BRETAGNA GRAZIE AL LORO RICETTARIO «SIMPLY ITALIAN» ED ALL’OMONIMO SHOW, SU CHANNEL 4, DA LORO CREATO E CONDOTTO. ESPORTANDO, A TAVOLA, LO STILE «MADE IN ITALY», CHE POTREMMO DEFINIRE ANCHE «MADE IN VALCENO», IL TALENTUOSO TRIO È RIUSCITO A FAR LETTERALMENTE IMPAZZIRE IL PUBBLICO INGLESE, PRENDENDOLO, MANCO A DIRLO, PER LA GOLA…(ERIKA MARTORANA).

APPROFONDISCI: Cuoche di successo e paladine del «Made in Bardi» Michela, Emanuela e Romina Chiappa, nate in Galles, conquistano il pubblico inglese con le ricette della nonna. G. DI PR 04.05.2015. By Erika Martorana

3 RICETTE:

PASTA DEL PAPA’
CREAMY MUSHROOM PASTA
CLASSIC RICOTTA SPONGE CAKE

thechiappas.com

STORIE DI 3 MINATORI DEL NOSTRO APPENNINO. 2^ PARTE – GINO RIZZI. BORGO VAL DI TARO. VALCENOEMIGRAZIONE

GAZZETTA DI PARMA 22 MAGGIO 1960

“Dolorosa impressione per la morte del minatore borgotarese di Marcinelle.”

La comunicazione del Console Generale d’Italia al Sindaco di Borgotaro.

La pietosa fine del minatore borgotarese Gino Rizzi in Belgio per causa di un infortunio sul lavoro ha destato dolorosa impressione nella zona di Belforte e a Borgotaro dove il giovane era conosciuto e stimato. La notizia da noi pubblicata ha anticipato di qualche giorno la comunicazione ufficiale al Sindaco di Borgotaro da parte del Consolato Italiano di Charleroi. Essa dice: “Soltanto dopo aver comunicato al Comune di Parma la morte di Gino Rizzi, questo consolato è venuto a conoscenza del fatto che i genitori del defunto signore , Domenico e Filomena Rizzi abitano a Belforte di Borgotaro, per cui si prega il Comune di Borgotaro di comunicare loro la notizia dell’infortunio con le cautele del caso”. I genitori del Rizzi erano già stati avvisati da qualche giorno. La ferale notizia li ha gettati nella più cupa disperazione è poi potuto accertare che la fine del minatore borgotarese è avvenuta nella tristemente nota miniera di Marcinelle, già tomba di tanti altri lavoratori italiani.

CONTINUA

Il Documentario storico “Lili Marlene”, con un episodio dedicato all’Arandora Star, in lizza per il prestigioso premio David di Donatello.

Il David di Donatello è assegnato dall’Ente David di Donatello dell’Accademia del Cinema Italiano in diverse categorie. Il premio cinematografico italiano più prestigioso a livello nazionale, prende il nome dalla celebre statua omonima, una cui riproduzione in miniatura viene assegnata ai vincitori durante la cerimonia di premiazione. Quest’anno, nella sezione documentari, dopo il successo televisivo, sarà presente anche il documentario storico “Lili Marlene. La guerra degli italiani” con la regia di Pietro Suber. Uno degli episodi cardine del telefilm è incentrato proprio sull’Arandora Star con varie scene girate a Bardi e dintorni.

https://www.daviddidonatello.it/concorso/schedaunicalungo.php?idfilm=11538

La seconda guerra mondiale vista dal basso, attraverso le storie straordinarie di cittadini comuni. Per meglio capire cosa abbia rappresentato questa follia collettiva per il nostro paese abbiamo ripercorso quegli anni con il racconto di storie poco conosciute e le testimonianze di uomini e donne che hanno vissuto in prima persona, oppure attraverso i racconti dei parenti più vicini, quegli eventi drammatici. Storie viste attraverso gli occhi e le parole di vittime e persecutori, vincitori e vinti. Un racconto collettivo che descrive la paura, l’angoscia e i rari momenti di esaltazione provati da famiglie comuni durante il più grande conflitto armato di sempre. Il tutto introdotto da un narratore che, filmato nei luoghi simbolici, racconta prima il contesto e poi introduce la storia vera e propria. Ne emerge un affresco immediato e corale degli italiani di quegli anni in una dimensione il più delle volte trascurata da film e documentari: la guerra vista non solo attraverso una serie.

La seconda guerra mondiale vista dal basso, attraverso le storie straordinarie di cittadini comuni. Per meglio capire cosa abbia rappresentato questa follia collettiva per il nostro paese abbiamo ripercorso quegli anni con il racconto di storie poco conosciute e le testimonianze di uomini e donne che hanno vissuto in prima persona, oppure attraverso i racconti dei parenti più vicini, quegli eventi drammatici. Storie viste attraverso gli occhi e le parole di vittime e persecutori, vincitori e vinti. Un racconto collettivo che descrive la paura, l’angoscia e i rari momenti di esaltazione provati da famiglie comuni durante il più grande conflitto armato di sempre. Il tutto introdotto da un narratore che, filmato nei luoghi simbolici, racconta prima il contesto e poi introduce la storia vera e propria. Ne emerge un affresco immediato e corale degli italiani di quegli anni in una dimensione il più delle volte trascurata da film e documentari: la guerra vista non solo attraverso una serie.

PER APPROFONDIRE: