In preparazione il testo: “Dialetti emiliani e dialetti toscani. Le interazioni linguistiche fra Emilia-Romagna, Toscana, Liguria, Lunigiana e Umbria. By Daniele Vitali.

In copertina: Sabato 20 agosto 2016 alla riscoperta e conservazione del dialetto con il professor Daniele Vitali, glottologo, che lavora come senior translator/editor presso il Comitato economico e sociale della Comunità Europea a Bruxelles e il presidente di Compiano Arte e Storia arch. Ettore Rulli. Siamo a casa della carissima e gentilissima “bardigiana del sasso” Elisabetta Cella, proprio sotto il castello. (Foto Renata Romitelli).

I quattro volumi sono interconnessi ma, in particolare, il quarto traccia conclusioni generali a partire dal materiale tematico presentato nei primi tre, e tratta il problema di fondo che è sempre stato tenuto presente scrivendo l’intera opera, ovvero l’interazione tra un confine tradizionalmente ritenuto molto netto come la Linea La Spezia-Rimini e l’esistenza di un continuum romanzo fra tutte le lingue neolatine d’Europa. Il quarto volume presenta anche terminologia, trascrizioni e altri criteri seguiti durante la stesura del testo.

INDICE DEL TERZO VOLUME: I DIALETTI DI VALCENO E VALTARO.

PER APPROFONDIRE:

http://www.bulgnais.com/DialEm-DialTosc.html?fbclid=IwAR2JSz8HTu5XmzdcHJJUIVd6uQgLdy2xyEwhyBuX0rF-MIuJacC2mSP6-Fo

Valcenodialetto. Poesia di Valentina Selene Medici. (Bardi). “L’URTULAN”

L’URTULAN

Alla matenna a bunura u partissa
con l’acqua, u su o a nebbia fissa.
U va au mercà a crompà a verdura
per el donne, che i gh’àn sempre premura.
U presemmeru per a salsa.
El sigulle per a frittà. Suchén e catalogna
per a verdura da fa lessà
El patate fritte, i piasena a grandi e picén.
Chi j à fa con l’aiju e chi con l’usmarén.
Lollo, gentilina, lattuga o scarola
du foje de insalata i se mangena vulentéra
magari anca culla, che a vé da Vughéra.
A frutta a vo sempre fresca
chi crompa in pummu, ina peira o ina pesca
e el fragule misse in ta so cesta
E doppu gh’è chi vo l’inguria a Dicembre
e el sirese a Settembre…
Eh, a fà l’urtulan ghe vo ina gran pasiensa
ma del so donne, u ne po’ miga fa sensa.