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OSTERIE. Il racconto della domenica di Valentina Selene Medici

FOTO: sebirblu.blogspot

OSTERIE DI VALENTINA SELENE MEDICI

La prima guerra mondiale, era terminata da dieci anni e Angela, di anni ne aveva esattamente undici. La famiglia era povera e i fratellini avevano fame quindi a lei era toccato, di andare a servizio, in una delle osterie del paese. I primi tempi era stata relegata in cucina a lavare piatti e bicchieri, sotto lo sguardo vigile della padrona. Doveva stare molto attenta a non rompere nulla. Attraverso la porta semiaperta della cucina, le giungevano le voci degli avventori ma erano solo frasi spezzettate. Dopo un po’ di tempo, la padrona cominciò a farle portare ai tavoli il vino e il pane e a lei, si aprì un mondo sconosciuto. Ascoltava come un’assetata, i discorsi dei mercanti e delle altre persone. In poco tempo aveva imparato, quanto poteva costare, un vitello, una mucca, un quintale di legna o di carbone. Ascoltava i nomi dei vari paesi, dove i mercanti e i mediatori, erano soliti andare per i mercati. A volte parlavano della città e lei, cercando di immaginarsela, pensava se sarebbe mai riuscita a visitarla. I clienti, la trattavano con gentilezza. Forse, era talmente magra, che faceva loro compassione. Un giorno, alcuni mercanti, la invitarono a mangiare qualche cosa con loro. Lei rifiutò timorosa ma, la padrona le diede il permesso. Il più anziano, che a lei sembrava un nonno, le diede una grossa fetta di pane con una fetta di mortadella… Mai mangiata una simile bontà! Alla sera, tornava a casa, con qualche centesimo e un po’ di pane. Seduta a tavola, con la famiglia, cominciava a dire… All’osteria hanno detto… La ascoltavano in silenzio… Era quasi, come avere la radio

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