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ANNO 1532. LA CONTESSA GIULIA LANDI DI COMPIANO IN VISITA ALLA FORTEZZA DI BARDI

2 CAPITOLI: 1. La Storia. 2. La Novella. Interpreti: La Contessa Giulia Landi (Irene Obertelli).
Il capitano della cavalleria Landi di Compiano (Dominique Antonioni).
I Cavalli Bardigiani sono Gaia e Mogano del Monte Lama
Servizio Fotografico di Giulia Basaglia – Enodia Design & Photography

La storia
Il 23 dic. 1532 il notaio Domenico Scopesi rogò a Compiano il contratto di nozze tra il nobile Agostino Landi, signore di Bardi e la cugina Giulia Landi, contessa di Compiano, che gli portò in dote tutte le ville, il castello e le giurisdizioni del suo feudo. Il Landi realizzò così il progetto di riunificazione dei feudi di Bardi e Compiano e, ottenuta la dispensa di Paolo III, sposò la cugina Giulia. In pochi anni attuò un’opera di consolidamento del proprio potere sulle alte valli di Taro e Ceno. Il 9 novembre 1536, Carlo V confermò le investiture concesse agli antenati del Landi e ratificò la dote di Giulia. Testimonianze del periodo di Giulia e di Agostino, sono i fregi monocromi con Giochi di putti e i Putti entro girali d’acanto, datati 1544 e attribuiti al pittore bolognese Girolamo Baroni, tuttora visibili in alcune stanze della fortezza di Bardi.
Dal matrimonio nacquero sette figli: Pompeo, Marcantonio e Orazio, morti precocemente, Manfredo, Claudio, Porzia e Ortensia. In seguito a quest’ultimo parto, il 10 agosto 1546, Giulia morì, apparendo come fantasma, pochi mesi dopo, in Piacenza all’addolorato e disperato marito Agostino.

La novella
Interpreti: La Contessa Giulia Landi (Irene Obertelli).
Il capitano della cavalleria Landi di Compiano (Dominique Antonioni).
I Cavalli Bardigiani sono Gaia e Mogano del Monte Lama
Servizio Fotografico di Giulia Basaglia – Enodia Design & Photography

Pochi mesi prima delle nozze la bella Giulia, scortata dai fidi cavalieri delle truppe Landi, partì, in un bella giornata di settembre, dal castello di Compiano per visitare la sua nuova dimora. I cavalli erano i “bardigiani” la razza che, da molti anni, viveva nell’Appennino ed in particolare nelle valli parmensi e piacentine del Ceno, Taro, Arda e Nure; in particolare su quel territorio che i topografi del XVI e XVII secolo descrivevano e chiamavano lo “Stato Landi”; territorio che, proprio grazie alla politica, (ed agli intrighi), di Agostino Landi, si consolidò durante il 1500.
Giulia, valente amazzone, con la sua bellezza, con la sua gentilezza, con il suo sorriso, entrò subito nelle grazie, non solo delle truppe e dei funzionari amministrativi di casa Landi che vivevano nella fortezza, ma anche di tutta la popolazione bardigiana.

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