ANNO 1914. IL MISTERIOSO OMICIDIO DI UN CARBONAIO DI BARDI. LA STAMPA DI TORINO 3 DICEMBRE

LA STAMPA 3 DICEMBRE 1914

Carbonaio danaroso depredato e strangolato sulla via Emilia (Per telefono alla Stampa). Piacenza, 2, notte.

 Questa, sera ci è giunta notizia di un feroce delitto scoperto stamane a Fiorenzuola D’Arda. Alcuni contadini, alzatisi prima dell’alba per recarsi allo loro occupazioni verso le 4 passavano sulla strada Emilia ad un chilometro circa da Fiorenzuola: nella penombra della fredda notte nebbiosa videro sul ciglio della via una massa nera: avvicinatisi si accorsero, rabbrividendo che era il cadavere di un uomo. Da un primo esame fu facile comprendere che il disgraziato era stato strangolato a forza di mani. Le traccio visibili che portava sul collo, non ammettevano dubbi in proposito. II cadavere portava anche numerose ecchimosi sul volto e sulle mani e aveva lacerati gli abiti il che faceva comprendere che il disgraziato aveva dovuto opporre una tenace resistenza ai suoi assalitori. I contadini si affrettarono ad avvertire i carabinieri: questi si recarono subito sui posto e l’ucciso venne identificato. Il disgraziato è un notissimo fabbricante e negoziante di carbone, certo Giuseppe Boeri di anni 55, un montanaro di Bardi; il carbonaio era ritenuto ricchissimo benché conducesse una vita modesta e assai faticosa poiché si dedicava tutto da solo alla fabbricazione ed alla vendita del carbone di legna. Appunto per accudire ai suoi negozi il Boeri aveva l’abitudine di partire di nottetempo a piedi da Bardi, il suo paese che si trova fra i monti piacentini, per giungere di buon mattino sui mercati della provincia e su quello di Piacenza. Il delitto del quale il Boeri è rimasto vittima si ricostruisce cosi. II montanaro deve essere partito ieri sera da Bandi certamente per recarsi a Piacenza ove ogni mercoledì si tiene un frequentatissimo e animato mercato, seguendo la via Emilia; quindi giunto nei pressi di Fiorenzuola il Boeri venne proditoriamente assalito da parecchi individui perché sembra provato che parecchi siano stati gli assassini i quali miravano a depredarlo della somma che il danaroso negoziante doveva tenere in tasca.  II Boeri deve aver opposta una resistenza coraggiosa e valida perché uno dei suoi assalitori ad un certo punto stimò utile di finirlo strozzandolo. Boeri teneva il portafoglio nella tasca interno del panciotto. Si trovarono il panciotto e la tasca lacerati; nessuna traccia del portafoglio. Non si sa ancora quale somma il Boeri avesse con sè; si sa solo che teneva in una tasca della giacca un sacchetto contenente cinquanta lire in moneta d’argento, perché i ladri non lo presero: forse, fatto il bottino maggiore al quale essi tendevano, si affrettarono ad allontanarsi senza fare uno spoglio completo sulla persona della vittima. Le autorità si sono recate sul posto per le indagini ma fino a questa notte degli assassini non se ne hanno tracce; tuttavia da un primo indizio si ritiene che il Boeri non sia stato strozzato nel punto nel quale venne trovato il suo cadavere ma in un altro. Si crede poi che la salma sia stata trasportata per un lungo tratto di strada e poi abbandonata sul ciglio. Il delitto è stato compiuto forse verso le tre della notte quando più fitte erano le tenebre e la nebbia favoriva ogni impresa criminosa. La notizia dell’omicidio che si è diffusa sulla piazza del mercato e in tutta Piacenza ha prodotto un vivo senso di dolore e di terrore perché il Boeri era molto conosciuto.

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