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Una favola dell’amica Patrizia Manni, figlia dell’Appennino Abruzzese ma molto…vicina. “La leggenda segreta dell’uccello lira’”

Oggi una mia favola per i vostri bambini:”La leggenda segreta dell’uccello lirA” pubblicata sull’Antologia SPECIALE INFANZIA 2020 Concorso Internazionale di Scrittura per l’Infanzia
Quella mattina era serena, il cielo era di un azzurro intenso. Si sentiva un suono come una campanella, lontano, aveva una cadenza disordinata, come due, tre tocchi insieme ed uno dopo parecchio, per poi ricominciare; sembrava avvicinarsi dal prato sottostante la collina. Me ne stavo tranquillo, iniziavo a scaldarmi ad un raggio di sole, dopo il freddo della notte ed ero sereno, felice. All’improvviso dalla strada sentii delle voci, due bambini che conoscevo bene, si stavano avvicinando. Il prato era pieno di margherite bianche, piccole, tutte trapuntate di giallo al centro, come tanti minuscoli soli, disseminati sul manto verde e fresco. Sapevo che da lì a poco quei miei amici avrebbero giocato con me e la cosa mi faceva star bene.
Vittorio era biondino e aveva le lentiggini sul viso di una carnagione chiarissima, era un bambino un po’ timido a cui però piaceva giocare in compagnia, sempre, aveva una enorme curiosità e una fantasia spiccatissima, vicino a lui c’era una bambina, Patrizia, quando erano insieme, quei due, ne combinavano sempre di belle. Facevano giochi che inventavano loro, di sana pianta, che mi divertivano tanto.
Patrizia era vivace, estroversa e riusciva sempre a trovare giochi nuovi in cui coinvolgere me e Vittorio, per questo l’aspettavo quando c’era il sole, perché sapevo che sarebbero venuti all’appuntamento. Quel giorno la bambina saltava di gioia:
– “Vieni Vi’, vedrai che questo è il posto giusto per il gioco che ho inventato stanotte”.
Iniziarono a girarmi intorno e a guardarmi .
– “E’ piccolo”, disse Vittorio.
– “ No, va benissimo” disse la bambina.
Li sentivo muoversi, non vedevo bene cosa stessero facendo dentro di me ma dal loro dialogo seppi tutto. Erano entrati dal grande buco che avevo alla base del tronco e stavano mettendo tanti piccoli libri dentro alla stanza.
Mentre Vittorio li sistemava, Patrizia metteva una lucina di quelle fredde, al led, per non farmi bruciare. Avevano ricavato una stanza per leggere libri di segreti dentro di me, ogni giorno li leggevano o se li raccontavano e io li ascoltavo con interesse ed entusiasmo. Un giorno sentii che avevano studiato un segreto: scoprire dove fosse l’uccello lira, che cantava e suonava agitando le piume bellissime.
La leggenda diceva che era una creatura magica: aveva tante piume blu e verdi, morbide e lucide e quando si muoveva aprendole a ruota, una musica meravigliosa diventava così forte che nascevano piante e fiori e si cullavano al vento cantando con l’uccello.
Avevano deciso di trovarlo e portarlo da me per aiutarmi e così una mattina, li vidi arrivare con il bellissimo animale che, guardandomi disse:
“Amico albero, tu soffri per questa ferita dentro di te, sono venuto ad aiutarti”
… Iniziò a danzare intorno a me, la musica che udivo era bellissima, l’erba crebbe alta e sentii muoversi dentro di me la vita, ad un certo punto capii che l’edera mi aveva riempito la pancia vuota ed era uscita, abbracciandomi coi suoi rami, circondandomi in maniera calda e delicata. Intorno tanti fiori coprirono le rocce, e dai miei rami uscirono tanti boccioli, sentivo in me la linfa scorrere come a Primavera, mi sentii rinnovato, con tanta forza, e ricominciai a sognare…
I miei amici, felici, iniziarono a ballare in girotondo intorno a me, l’uccello era volato sul mio ramo più alto che, mentre aveva aperto come un ventaglio le penne a forma di lira bellissima, iniziò a sbocciargli con mille fiori tutti intorno, a formare una casetta rivestita di morbido rosa che lo avrebbe riparato per sempre.
Questa storia ti dice che anche se un amico non cammina, gli altri possono aiutarlo, e lui avrà modo di dire grazie a suo modo, non sappiamo quando e come ma prima o poi avverrà, perché l’amicizia è amore e esiste su un prato, correndo, o sul ramo di un grande albero, fiorisce e se sai ascoltarla ha la musica che conta, ha i fiori più belli, di cui potrai aver cura , sempre. (patrizia manni).

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