BARDI. L’ORRENDO DELITTO DI UN OROLOGIAIO. Correva l’anno 1932. Corriere della Sera 8 dicembre. 1^ Parte.

Un atroce delitto, per il cui compimento fu necessaria una lunga preparazione, è stato scoperto dopo vari mesi dalla sua effettuazione. A Carpena di Valmozzola, abitava una modesta famiglia composta da certo Giuseppe De Campoli di Pompeo, di 46 anni, della moglie Emilia Fratta fu Paolo, pure di 46 anni e dei loro tre  figli Luigi, Severino e Giovanni. Il  De Campoli conduceva una vita non molto regolare, assentandosi spesso da casa per recarsi, attraverso i monti, a Bardi, dove possedeva in piccolo negozio di orologiaio e ove, a quarto pare, aveva un secondo domicilio. In un armadio, chiuso a chiave e custodito in cantina, egli nascondeva delle ‘misteriose medicine, che da, qualche tempo somministrativa alla moglie, la quale aveva accusato sintomi dl cattiva digestione. Non è stato accertato da che cosa derivassero tali sintomi. Sta di fatto, però, che la donna ogni volta the il marito la obbligava a prendere la medicina, che egli fingeva dl aver portato da Bardi, cadeva in deliquio e soffriva poi di fortissimi dolori al ventre. Fattasi visitare dal medico del Comune, fu giudicala malata d’un tumore allo stomaco e consigliata a recarsi a Parma per farsi fare una radiografia, al fine di accertare la precisa entità del male. II marito non volle sapere dl condurre la donna in città e continuò a somministrarle i suoi farmaci  nonostante le riluttanze della moglie, che invece di migliorare peggiorava continuamente, sinché  l’11 giugno scorso, dopo una delle consuete crisi decedette. Il giorno dopo il funerale, il De Campoli ritornava a Bradi e dopo un’assenza dl qualche giorno ricompariva in famiglia, avvertendo i figli che era sua intenzione risposarsi con una giovane di quel paese. Risaputasi la cosa nei dintorni nacquero sospetti intorno alla morte misteriosa della Fratta e quando si seppe che la giovane che il  De Campoli intendeva sposare, era prossima a diventare madre e che la loro relazione durava da qualche tempo, i sospetti presero maggiore consistenza e ci fu chi ne mise al corrente il podestà di Valmozzola, ii quale svolse personalmente indagini per appurare la verità. In un primo tempo i figli dell’orologiaio non vollero parlare, ma poi si decisero a fare alcune confessioni che aggravarono i sospetti. Informata quindi l’autorità giudiziaria, questa provvedeva a far disseppellire il cadavere della Fratta. L’autopsia, eseguita dal perito prof. Romanese della nostra Università, ha assodato la presenza negli intestini della donna di numerosi minuscoli aghi di acciaio acuminati da entrambe le parti. Questi aghi sarebbero stati ingeriti dalla vittima, celati in mezzo alle pastiglie che il marito aveva manipolate di nascosto. ii De Campoli è stato tratto in arresto.

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