VALCENESI DIMENTICATI O…………QUASI. N. 11. BY DIZIONARIO BIOGRAFICO DEI PARMIGIANI di ROBERTO LASAGNI

COSTA TOMASO
Pellegrino 1670/1672
Dottore, fu commissario di Pellegrino dal 1670 al 1672. Pubblicò per ordine del marchese Lodovico Pallavicino un bando per la rinnovazione delle investiture.
FONTI E BIBL.: A. Micheli, Giusdicenti, 1925, 13.

COSTERBOSA ANTONIO
Pellegrino ante 1542-post 1593
Figlio di Luca. Dottore, della nobile famiglia dei Costerbosa originaria di Borgo Taro, fu commissario di Pellegrino nell’anno 1593. Il Corterbosa e i suoi figli e discendenti furono ammessi dagli Anziani di Parma alla cittadinanza parmigiana il 24 febbraio 1542: Egregius Vir Dominus Antonius de Costerbosa de Pelegrino, Decretum ipsum obtentum fuit ut praefatus D. Antonius una cum filiis posterisque et descendentibus suis Civis Civitatis Parmae, declaretur et creatus fuit.
FONTI E BIBL.: A. Micheli, Giusdicenti, 1925, 10-11.

COSTERBOSA CLAUDIO
Pellegrino 1733
Figlio di Antonio. Dottore, fu nominato da Carlo di Borbone controllore dei giusdicenti della Valle dei Cavalieri (patente data in Piacenza il 10 settembre 1733).
FONTI E BIBL.: A. Micheli, Giusdicenti, 1925, 10-11.

COSTERBOSA CLAUDIO
Pellegrino-Pellegrino 1851
Sindaco e podestà di Pellegrino dal 1844 al 1850, fu un martire del Risorgimento italiano: avendo palesato il suo ideale patriottico, fu legato dai soldati austriaci alla coda di un cavallo e trascinato, essendone straziato, sino a Borgo San Donnino.
FONTI E BIBL.: A. Micheli, Giusdicenti, 1925, 11; A. Micheli, Claudio Costerbosa, podestà di Pellegrino Parmense (1844-1850), martire del Risorgimento italiano, Fidenza, 1928; F. da Mareto, Bibliografia, II, 1974, 329.

COSTI GALEOTO
Fornovo 1627/1632
Il Costi fece la sua prima comparsa a Fornovo il 5 giugno 1627 in occasione di un matrimonio, nel quale figura come teste. Dal 1629 la sua presenza ai matrimoni locali, sempre in veste di teste, divenne costante almeno fino all’agosto del 1632. Da questa data viene citato, in alcune trascrizioni di atti di cessione o passaggi di beni patrimoniali, come notaio o facente funzioni o, comunque, quale estensore degli atti stessi. Infine, in una sola citazione in data 22 giugno 1632, è indicato come podestà di Fornovo. Come podestà, fu l’occhio e la lunga mano dei Farnese, l’uomo temuto a cui non poteva e non doveva sfuggire niente di quanto accadeva, importante o meno, nell’area pedemontana e di confine del Fornovese
FONTI E BIBL.: L. Merusi, Fornovo di Taro, 1993, 84.

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