VALCENOPERSONAGGI. L’EROE BARDIGIANO ETTORE MARCHAND- CAPITANO- Pluridecorato –Medaglia d’Argento alla memoria.

Tra i tanti coraggiosi concittadini che durante il primo conflitto mondiale combatterono sui vari fronti ricordiamo anche il Capitano Ettore Marchand. Ettore era nipote di Victor Marchand, proprietario del Servizio Poste e spedizioni di Bardi, costruttore e Consigliere Comunale, appartenente ad una famiglia francese che venne in Italia al seguito delle truppe napoleoniche all’inizio del secolo XIX: ( i Marchand provenivano da Civry Chateaudun – Eure et Loire) . Il padre Romeo, nato a Bardi nel 1862, incontrò a Torino, dove era in viaggio per gli affari di famiglia, la giovane Teodolinda Eugenia Genta di famiglia benestante e proprietaria di un’avviata distilleria di liquori. I due giovani si sposarono a Torino nell’anno 1883 e il 21 dicembre 1894 nasce Ettore. Dopo la separazione dei genitori Ettore torna a Bardi dove è allevato dallo zio Giacomo, il quale non ha figli propri. Il giovane studia e vive i suoi giovani anni per lo più a Bardi, soffrendo molto per le sue vicissitudini famigliari; apprende la professione di compositore tipografo ed ha un affettuoso legame con Amelia, nipote della moglie dello zio Giacomo, più anziana di lui. Ventunenne parte per la guerra e subito si distingue per il suo coraggio e sprezzo del pericolo. Per la prima volta il suo nome appare nel Bollettino Ufficiale del Ministero della Guerra il 18 Novembre 1916 – Sezione Medaglie di Bronzo. Così riporta il Bollettino “Durante l’attacco alle trincee nemiche, con slancio e sangue freddo portò il proprio plotone fin sotto il reticolato nemico: caduto ferito, continuava ad incitare i soldati a perseverare nell’attacco. Rufreddo, 16 giugno 1916.

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Viene poi ricoverato a Torino all’ospedale San Giovanni e, tornato al fronte, si distingue ancora per episodi di eroismo, gratificato con altre due medaglie e la nomina a Capitano. Egli aderisce ben presto all’Arditismo e fa parte del reparto d’assalto “ Gli Arditi”, 72° Reparto di assalto Fiamme Rosse, battaglione di Fanteria. La sua giovane vita si spegne il 28 ottobre 1918, alle prime luci del mattino sul fiume Piave. Con queste parole verrà ricordato dal Bollettino Ufficiale del Ministero della Guerra il 26 Marzo 1920 –Sezione Medaglie d’Argento: “Splendido campione di comandante, di soldato e di organizzatore, dedicava tutta la sua intelligente ed appassionata attività alla riuscita del tentativo di passaggio del Piave dal saliente di C. De Faveri. Trasfondeva nei suoi dipendenti tutto l’ardore della sua fede e l’irresistibile impulso della sua volontà tenace. Nel passaggio del Piave, effettuato il mattino del 28 sotto l’intenso tiro di grossi calibri nemici. Slanciavasi primo alla testa dei suoi incontrando serenamente e coscientemente morte gloriosa. Piave 28 ottobre 1918. “
I suoi oggetti, i suoi documenti e la sua cagnolina che aveva portato al Fronte, vengono trasferiti a Bardi, a casa dello zio Giacomo, affranto dal dolore. La sua spada, sempre nel 1918, viene donata alla cugina Giuseppina Zanelli che si trasferì a Torino. Il suo nome viene graffito sulla lapide ai caduti 1918 nel Cimitero di Gassino Torinese, sulla targhetta del parco delle Rimembranze al Colle della Maddalena e sul marmo bianco dei sotterranei della chiesa della Gran Madre a Torino. I resti mortali di Ettore, per volontà dello zio Giacomo, vengono, nel 1926, traslati dal Cimitero di Guerra a quello di Bardi.
By Giuseppe Beppe Conti FB

Per ulteriori informazioni:

http://digilander.libero.it/fiammecre…/carneade/marchand.htm

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